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le riforme sono sempre impopolari e i soldi non rendono in epoca di deflazione

 

I manifestanti francesi contestano la riforma del lavoro, giudicata troppo liberista (keystone)

Francia e Belgio paralizzati

Nuovi scioperi con treni fermi e autostrade nel caos. Case senza elettricità nelle regioni francesi

giovedì 02/06/16 14:33 – ultimo aggiornamento: giovedì 02/06/16 14:34

Proseguono in Francia e in Belgio gli scioperi e le manifestazioni per chiedere, sul versante francese, il ritiro della riforma del lavoro (giudicata dai sindacati troppo liberista e contraria ai diritti dei lavoratori) e, su quello belga, la rinuncia alle misure di austerità del Governo di centrodestra (che riguardano la riforma delle pensioni, del mercato del lavoro e dello stato sociale).

Tutti i treni in partenza e in arrivo alla Gare de Lyon, una delle principali stazioni ferroviarie di Parigi, sono bloccati dai manifestanti che hanno invaso le cabine di controllo, i binari e diffondono brani musicali attraverso gli altoparlanti usati di solito per annunciare le partenze dei convogli.  In mattinata, invece, un gruppo di scioperanti, ha occupato la centrale elettrica di Saint-Malo-de-Guersac, che alimenta l’intero dipartimento della Loire-Atlantique. Come conseguenza dell’azione di protesta sono rimaste senza energia elettrica circa 125’000 abitazioni.

La prosecuzione dello sciopero del trasporto ferroviario in Belgio, invece, ha creato il caos totale lungo strade e autostrade attorno a Bruxelles, con enormi ingorghi per un totale di 300 chilometri.

ATS/M.Ang.

e correlati su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Francia-e-Belgio-paralizzati-7425380.html

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Ne ho tanti, ma dove li investo? (keystone)

Il dilemma dei super ricchi

Uno studio della banca del Liechtenstein: la clientela facoltosa non sa più dove investire

giovedì 02/06/16 15:37 – ultimo aggiornamento: giovedì 02/06/16 15:39

La banca del Liechtenstein LGT ha pubblicato oggi, giovedì, uno studio in cui risulta che la clientela facoltosa non sa più dove investire i propri patrimoni, anche grazie ai bassi tassi di interesse e all’incertezza che regna sui mercati finanziari. La quota di indecisi — sul totale degli intervistati per un campione tra Svizzera, Austria e Germania — è del 40%.

Quasi tutti ritengono che non esistano alternative ai mercati azionari, ma in pochi hanno aumentato gli investimenti in questo comparto, ritenuto sopravvalutato da un riccone su quattro, mentre lo stesso giudizio è stato espresso sul mercato immobiliare dal 52% degli interrogati.

Gli investitori svizzeri hanno realizzato, in media lo scorso anno, un rendimento del 2,5%, gli austriaci del 3,1% e i tedeschi del 5,3%. Gli stessi si sono comunque detti soddisfatti — nella misura dell’83% — delle prestazioni delle loro banche.

ATS/px

e correlati

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Il-dilemma-dei-super-ricchi-7425881.html

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