in mancanza d’altro usate la zucca…

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la testata di Zidane

Parigi, sicurezza nel pallone

Undici milioni di persone in arrivo per quella che dovrebbe essere una festa, ma… – “Europei 2016” (1)

venerdì 27/05/16 06:07 – ultimo aggiornamento: venerdì 27/05/16 06:07

Il fischio d’inizio avrà luogo il 10 giugno; quello di chiusura il 10 luglio. Un nuovo banco di prova attende Parigi e la Francia. La sicurezza è il tam tam che fa da accompagnamento a questi giorni di vigilia. Quanto vi s’investirà? Le forze di polizia, già provate dagli attentati e dagli scontri di piazza, riusciranno a gestire la minaccia terroristica in settimane di forte afflusso di persone? Lo abbiamo chiesto a due settori della sicurezza che ancora cercano risposte precise dal Ministero degli interni e dall’Uefa: il più grande sindacato di polizia in Francia, l’Alliance Police Nationale (APN), e il Consiglio nazionale delle attività private di sicurezza, il CNAPS. Due attori istituzionali differenti, che fanno parte di due budget distinti, ma che giocheranno lo stesso ruolo: garantire la sicurezza dentro e fuori gli stadi agli Europei 2016.

Gli oggetti misteriosi restano i punti di aggregazione in ogni città, rinominati “fan zone“. Questi sono stati definiti da tutti gli esperti in materia obiettivi sensibili per possibili attacchi. E sono proprio queste “fan zone” a non essere ancora entrate nella pianificazione del servizio di sicurezza. Le azioni terroristiche, secondo le dichiarazioni di uno dei protagonisti del commando di Parigi e Bruxelles, Mohamed Abrini, sarebbero dovute avvenire proprio durante gli europei. Parigi quel maledetto 13 novembre ha già conosciuto una partita di calcio come oggetto di mire terroristiche. Il presidente del collegio CNAPS, Alain Bauer, ha ricordato che allo Stade de France quel giorno fu evitata una carneficina proprio grazie alla presenza delle compagnie private, che hanno impedito l’azione dei kamikaze. In tutta la Francia saranno trentatré gli incontri degli Europei ed a Parigi se ne disputeranno dodici. Frederic Pechenard, a capo della polizia nazionale francese, ha immediatamente lanciato il grido d’allarme: “La fan zone a Parigi, in area Tour Eiffel, con più di centomila persone ospitate, è un obiettivo troppo semplice”. Ogni singola città dovrà spendere in sicurezza ventiquattro milioni di euro, ma per far fronte alle caratteristiche delle singole città, le amministrazioni cittadine si stanno rivolgendo alle compagnie private di sicurezza, per appaltare il servizio, visto che le forze di polizia provvederanno già agli stadi, ai trasporti, agli aeroporti ed ai servizi di controllo in vigore con lo Stato d’emergenza. Ad oggi però non tutte le città hanno già trovato accordi con compagnie di sicurezza e molte fan zone, secondo valutazioni estemporanee, potrebbero essere chiuse per ragioni di ordine pubblico, lasciando delusi migliaia di tifosi.

Gli stadi ospiteranno due milioni e mezzo di persone, senza considerare tutto il flusso di persone che arriverà in Francia solo per respirare l’atmosfera degli europei di calcio. Approssimativamente undici milioni di persone entreranno nel Paese durante le quattro settimane di calcio continentale. Uno sforzo in termini d’intelligence e controllo del territorio che già preoccupa il sindacato di polizia. “ I nostri uomini – spiega il segretario generale dell’APN, Loïc Fanouillere – saranno supportati anche da militari, ma comunque non abbiamo i numeri per gestire pure la sicurezza che deve garantire l’Uefa. L’organizzazione sportiva, col proprio budget, dovrà chiudere contratti con le compagnie di sicurezza private con le quali noi non abbiamo nessun tipo di collaborazione. Non ci saranno dunque azioni coordinate, ma sarà importante avere sul campo tutti gli uomini necessari. Solo in questo modo noi garantiremo la sicurezza interna degli stadi, permettendo ai privati di aiutarci per tutto quello che succede nelle fan zone”.

Lorenzo Giroffi

http://www.rsi.ch/news/mondo/Parigi-sicurezza-nel-pallone-7363076.html

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Rio, dubbio infrastrutture

Alcune opere publiche sono incomplete – Cresce, in Brasile, lo scetticismo – Verso le Olimpiadi (2)

domenica 29/05/16 08:07 – ultimo aggiornamento: domenica 29/05/16 08:07

Continua il nostro viaggio oltre oceano in attesa delle Olimpiadi del 5 agosto. Stavolta occhi puntati su infrastrutture e impianti nonché su quella che si sta rivelando una corsa contro il tempo per consegnare il tutto entro la fatidica data dell’inizio.

Rio de Janeiro si prepara ai Giochi tra speranza e scetticismo, in un clima segnato dalla crisi economica e dalle vicissitudini politiche che hanno portato all’apertura del processo politico contro la presidente Dilma Rousseff e alla formazione del nuovo governo ad interim di Michel Temer. Gli stadi sono quasi tutti completati, anche se alcuni non saranno consegnati con il progetto originario. È il caso dell’arena del tennis, dove Roger Federer cercherà l’inedito oro in single, che sarà coperto solo parzialmente.

Più complicata invece la situazione delle infrastrutture, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. La metropolitana fra Ipanema e Barra de Tijuca, centro nevralgico delle competizioni, sarà consegnata a fine luglio, e potrà essere utilizzata solo dalla “famiglia olimpica”; atleti, giornalisti, pubblico con regolare ticket. La stampa brasiliana, come spiega il reporter dell’agenzia Terra Silvio Barsetti, è in parte scettica sui benefici reali che questi grandi eventi sportivi possono portare in un paese segnato da grossi scandali di corruzione. Gli stadi semi inutilizzati dei Mondiali di calcio di due anni fa sono l’esempio concreto di spreco di denaro pubblico, mentre mancano un po’ ovunque fondi per salute, educazione, grandi opere.

Gli esperti in viabilità urbana, come il professore dell’Università cattolica di Rio(Puc) José Leal, fanno notare come la nuova maglia di autobus urbani sia stata pensata con criteri squisitamente economici, garantire cioè il massimo lucro ai costruttori e gestori privati, più che per migliorare il traffico infernale nella città carioca. Le autorità sostengono che, almeno in prospettiva, le Olimpiadi saranno un volano per l’economia locale perché proietteranno un’immagine positiva di Rio per il turismo e il commercio. Oggi si fanno i conti con il timore di nuove tragedie, un mese fa è crollata una pista ciclabile appena inaugurata e il buco nell’erario. Lo Stato di Rio ha un debito di quasi 6 miliardi di franchi e da mesi ha serie difficoltà per pagare i funzionari e pensionati pubblici.

Emiliano Guanella

foto e correlati su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Rio-dubbio-infrastrutture-7395389.html

 

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