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scandalo nella city: l’impiegata senza tacchi non la vogliono

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Lascia perdere come vanno in giro in coppia,uno casual e l’altra tirata a lucido che più non si può o viceversa.Gusti sono gusti e quello che li tiene insieme non è l’abito ma si spera altro.Ed aggiungiamo per fortuna.

Ma la società degli umani ha le sue regole ed alcune di esse sono pure preistoriche ma ancora in voga,come successo a Londra in una multinazionale dove un’impiegata che si è rifiutata di vestire un paio di scarpe con il tacco è stata spedita a casa senza paga.Proprio nel suo primo giorno di lavoro,che consisteva poi di ricevere i clienti alla reception ed accompagnarli dall’ingresso verso le varie stanze di lavoro.

L’azienda ha un suo codice di abbigliamento per gli impiegati nel quale è compreso un abito chiamatelo adatto al posto di lavoro che uno ricopre sino ad includere le scarpe da indossare.

Lei si è rifiutata di mettersi i tacchi dicendo che era un atteggiamento discriminatorio e sessista ed è arrivata a fare una petizione naturalmente sul web che ha già trovato centomila firmatari.

Secondo l’impiegata l’abito di oggi riflette la società in cui si vive come la si vive e le ragazze possono essere eleganti anche vestendo scarpe senza tacco.

La ditta ha fatto retromarcia ma non l’impiegata che chiede una riforma sui codici di come si deve andare vestiti in ufficio.

Voi siete d’accordo?

In prima istanza mi ricordo che anche a me successe di raccogliere le lamentele di un padrone di azienda su di un impiegato che andava in visita ai clienti in jeans, e ciò a lui dava fastidio.

Forse glielo disse e forse no,ma alla scadenza del contratto lo lasciò a casa senza tanti preamboli anche se secondo il mio parere lo licenziò perchè era un venditore della mutua oltre che malvestito.

In realtà era un tipo con un buonsenso tutto suo,aggiungerei,e lo notai da come venne vestito ad un matrimonio di un collega invitato forse più per il merito di avere una fidanzata gentile che era una collega anch’essa.

Quanto mi lasciò perplesso fu di vedere che venne al pranzo degli sposi tranquillamente con dei jeans forse neanche tanto stirati e puliti ed in manica di camicia come si suol dire,roba da tutti i giorni,quando invece il resto degli invitati faceva festa agli sposi in modo adeguato all’evento.

Non so se raccolse complimenti o sberleffi o indifferenza ma secondo il nostro parere il suo modo di vestire rifletteva una semplice mancanza di rispetto verso gli usi ed i costumi di chi l’aveva invitato.

Ci sono state epoche nelle quali anche nelle scuole superiori così come all’università e poi sul posto di lavoro gli uomini vestivano la giacca o l’abito evidenziando anche gli usi di casa delle famiglie da cui provenivano.

Oggi ciò appare dimenticato e conta forse di meno anche se non sai se alcuni lo facciano per snobismo ed altri per la semplice ignoranza di regole non scritte.

Avevo un amico inglese che mi spiegava di come il blazer fosse fatto per la sera e l’abito di giorno e criticava le mie giacche spezzate come non conformi ad un abbigliamento da businessman.

Ma io vendevo tessuti da giacca non da abito come faceva lui,e dovevo presentare il mio di prodotto non il suo.

Credo che sia meglio non fare scandali su questi argomenti e non disturbare il popolo di fbook ma è solo per segnalare anche se non lo sembra che tu gli altri non li vedi ma ti guardano, e l’occhio benigno o maligno salta fuori anche per delle stronzate.

Infatti se tu fossi un mostro sul lavoro nessuno ci farebbe caso.

Comunque in tempi di magra ogni argomento è buono per suscitare dei vespai.

In molti credono che ad un colloquio di lavoro l’abito non faccia la sua parte mentre è vero il contrario.

Volenti o nolenti siamo giudicati dal prossimo soprattutto in prima battuta non tanto per le nostre qualità umane quanto per l’apparenza,e l’abito o la scarpa sono parte di essa.

Che poi il Guardian come altri quotidiani visto l’andazzo attuale voglia dare un segnale ai tempi suonando l’allarme anche su come la gente va vestita per strada ed in ufficio non lo so.Di certo hanno saputo richiamare l’attenzione dei lettori e forse fare riflettere sull’argomento.

1-Receptionist ‘sent home from PwC for not wearing high heels’

Nicola Thorp says she was told to leave on her first day at City accountancy firm after refusing to wear shoes with a 2-4in heel

http://www.theguardian.com/uk-news/2016/may/11/receptionist-sent-home-pwc-not-wearing-high-heels-pwc-nicola-thorp

2-Woman’s high-heel petition receives 100,000-plus signatures

Nicola Thorp, who was sent home for not wearing heels at PwC, says response shows importance of reforming dress codes

http://www.theguardian.com/world/2016/may/12/nicola-thorp-high-heel-petition-receives-100000-plus-signatures

Approfondimento:

Una volta la famiglia e la scuola insegnavano anche quanto oggi tocca fare ai giornali.

Light blue jeans at work? Office style and company dress codes

Potential clients take seven seconds to determine whether someone looks professional and approachable

woman looking into wardrobe
‘Workplace dress codes are ultimately a form of branding.’ Photograph: Paul Viant/Digital Vision/Getty Images
http://www.theguardian.com/small-business-network/2015/nov/10/blue-jeans-work-office-style-company-dress-codes
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