dazi USA

Il mercato USA ha sempre fatto gola a tanti,parliamo infatti di un paese che ha 320 milioni di abitanti dei quali in generale esiste una buona fetta che può permettersi di spendere,immaginate quindi una banca se pur importante ed introdotta per il mondo che viene dalla Svizzera nazione di poco più di 8 milioni di esseri umani come non veda l’ora di potere mettere a frutto le proprie abilità per espandere il giro dei clienti.

Pare che sia in buona compagnia anche se l’articolo non sputa fuori i nomi,ma dubito che non ci siano tedeschi ed inglesi al seguito oltre i nativi i quali in quanto a “pelo” non temono mai di copiare dagli importati.

Ammirevole l’Amministrazione che invece di caricare di tasse i cittadini il prelievo lo effettua su quanti sono in visita per ragioni di mestiere,e con questi soldi nel frattempo chiude altre falle che si sono create a causa della crisi,perchè no anche i contributi dati agli immigranti messicani.

In breve gli operatori stranieri se non stanno attenti devono pagare un dazio per poter tenere aperti i loro uffici.

E noi in Eurolandia facciamo uguale con le multinazionali USA?

I nostri migranti non sono andati a casa loro perchè non ne hanno voluti e ci divide un oceano,ma per ragioni di giustizia avremmo dovuto anche noi spillargli un pò di soldi per aggiustare i conti,ma la scusa buona non l’abbiamo.

Credit Suisse vuole togliersi dagli impicci. UBS ci sta pensando (reuters)

CS risolve una vertenza

Pagando 50 milioni di dollari negli Stati Uniti evita le conseguenze di cause su manipolazione dei tassi

mercoledì 04/05/16 07:20 – ultimo aggiornamento: mercoledì 04/05/16 07:39

Credit Suisse e altre sei banche operanti negli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con le autorità in base al quale, pagando una penale, risolvono una vertenza relativa a presunte manipolazioni sui tassi di interesse.

Complessivamente i sette istituti verseranno 324 milioni di dollari. Il Credit Suisse pagherà 50 milioni. Un tribunale dovrà ora approvare l’intesa ma si tratterebbe di una pura formalità.

A fare causa alle banche sono state diverse casse pensioni e comuni che rimproverano a 14 istituti di aver sottoscritto segretamente un accordo che creava di fatto un cartello che impediva una reale concorrenza. Fra le banche che ancora non si sono accordate con le autorità sul risarcimento vi è l’UBS.

ats/mas

http://www.rsi.ch/news/svizzera/CS-risolve-una-vertenza-7287725.html

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