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Pordenone celebra Luigi Boille. 65 anni di libertà “Informale”

Luigi Boille: Fuga in grigio,1957

Luigi Boille: Fuga in grigio, 1957

65 anni di ricerca testimoniati da oltre 140 opere racchiuse in un unico segno. Infinito. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato di Pordenone propone un percorso attraverso l’arte di Luigi Boille (1926-2015) evidenziando l’evoluzione della sua pittura dagli anni Cinquanta agli ultimi mesi della sua vita. Titolo dell’esposizione: Il segno infinito – visitabile fino al prossimo 2 ottobre.

Nonostante la qualità del suo lavoro -nel 1964 fu chiamato insieme a Fontana, Castellani e Capogrossi a rappresentare l’Italia al Guggenheim International Award– la sua fama è ancora oggi più consolidata in Europa e nel mondo che in Italia.

La mostra si apre con opere risalenti agli anni Cinquanta, anni in cui Michel Tapié, critico d’arte francese, colloca Boille all’interno del gruppo degli artisti che rappresentano al meglio la sua ricerca sull’Art autre. I personaggi rientranti in questo movimento artistico sono caratterizzati dalla rappresentazione della pittura nella sua assoluta libertà, svincolandola da ogni schema e da ogni regola. Oggi questo termine viene abitualmente sostituito dalla definizione di arte Informale, di cui Boille è tra i maggiori protagonisti europei.

Luigi Boille Véhémence d'une réalité, 200x160 cm, 1967

Luigi Boille Véhémence d’une réalité, 200×160 cm, 1967

La pittura di questi anni non rappresenta ma assume la materia grezza e la porta sulla tela dove il colore ha una consistenza tangibile e corporea. Ha peso, quantità e spessore. Tutto ciò gli consente di inserirsi a pieno titolo nella Jeune Ecole de Paris, di cui Pierre Restany diviene attivo promotore, insieme ad artisti del calibro -ad esempio- di Sam Francis.

Verso il finire degli anni Cinquanta, Boille riprende i contatti con l’Italia, esponendo a Roma e a Milano, manifestando l’apice della sua ricerca sulla materia per poi intraprendere la strada verso un informale segnico-gestuale. Un’arte a-segnica e a-semantica in cui la forma dell’espressione non rimanda ad altro che a se stessa. Percorrendo le sale si nota come cambi in lui l’approccio alla pittura, restandone invariata l’intensità.

La vicinanza con Tapié sarà fondamentale per la crescita artistica di Boille che nel 1960 terrà due importanti personali, a Düsseldorf e Parigi, presentate proprio dal curatore francese. Un percorso in ascesa che lo porterà ad esporre in molte città europee, passando per la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia, fino ad arrivare all’esplorazione, durante la fine degli anni Ottanta, della monocromia -come testimoniano svariati lavori esposti per l’occasione.

Gli anni Novanta saranno per Boille anni di isolamento. L’artista identificherà la sua ricerca pittorica in gran parte anche con il silenzio e la meditazione. Nelle sue tele i segni pittorici non si affollano più nello spazio ma sembrano fluttuare liberamente all’interno di esso. Lo stile si orienta verso un senso sempre più rarefatto e la ricerca del segno si affianca a quella della luce.

Come in Tracce di luce – felicità dove nell’immenso spazio bianco la felicità sono tre tratti dove il colore si concentra. Un minimalismo, quello di Boille, a cui giungere attraverso un lavoro di sottrazione, in un processo creativo di continua ricerca della semplicità. Perché per aggiungere qualità a volte occorre saper sottrarre… quantità.

Luigi Boille nello studio

Luigi Boille nello studio

INFORMAZIONI UTILI

LUIGI BOILLE Il segno infinito
Dal 16 aprile al 2 ottobre 2016
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato
Viale Dante, 33 Pordenone

Inaugurazione: sabato 16 aprile 2016 alle ore 18.00

Orari: Da mercoledì a domenica: 15.00 – 19.00;
Ingresso: Intero € 3,00, ridotto € 1,00.
www.artemodernapordenone.it

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Autore

1-beatrice-4 scatti del 09-08-15 alle 15.02 #10

– Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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