massimo paracchini sbanca a milano

1par.l'artista premiato

L’artista vercellese Massimo Paracchini


2par.Cavalli scalpitanti

ASSEGNATO AL PITTORE MASSIMO PARACCHINI IL PREMIO INTERNAZIONALE “TIEPOLO ARTE”: PER ‘ARTISTA VERCELLESE “L’ARTE E’ UN FIORE DI INESTIMABILE VALORE DAI MILLE PETALI”.

Da un battito d’ali nasce il free sprinkling: All’artista la libertà di scegliere come e cosa raccontare, tra sguardo e pensiero, percezione e proiezione.

Sono stati assegnati a Milano nel corso di una cerimonia alla presenza di critici ed estimatori d’arte presso la sala degli arazzi affrescata dal Tiepolo di Palazzo Clerici, i premi “Tiepolo Arte Milano”. Si tratta di un esclusivo riconoscimento di rilevanza internazionale che viene assegnato annualmente ad importanti esponenti del mondo dell’arte e della cultura, che si sono distinti con la loro attività, valorizzando l’arte Italiana contemporanea.

Fra i premiati il pittore vercellese Massimo Paracchini con l’opera “Cavalli scalpitanti in un vortice di energia”, rappresentativa della sua produzione.

L’ispirazione artistica di Massimo Paracchini parte da molto lontano, dalla consapevolezza di una essenza primordiale e trascendentale, dalla ricerca spasmodica di una verità assoluta, dal continuo interagire della dimensione cosmica con quella interiore. Il suo bagaglio culturale e la sua profonda capacità speculativa lo portano ad esprimersi artisticamente in termini “eidetici”, cioè con una forma di linguaggio che approfondisce quello che in psicologia rappresenta la capacità, propria soprattutto della fanciullezza, di ritenere e tradurre in immagini nitide e particolareggiate le impressioni visive, acustiche e sensoriali percepite.

Ma quali sono gli strumenti che l’artista utilizza per raccontare il suo orizzonte interiore e tendere verso gli ultimi confini della realtà mirando a rappresentare quel “Qualcosa di oltre” che pare essere al centro della sua ricerca artistica?.

L’artista vuole “valicare i limiti del dato e del noto ”, e lo fa traendo spunto e ispirazione dalla natura con le sue luci affascinanti e sempre diverse, dai paesaggi suggestivi dell’amata Liguria, cogliendo nella loro essenza più intima eteree figure femminili, trasmettendo il dinamismo della volata dei ciclisti in vista del traguardo o dei cavalli al galoppo sfrenato, analizzando le atmosfere misteriose del carnevale veneziano, percorrendo assorto le vie e le piazze della sua città.

Massimo Paracchini esprime in questo modo opere ricche di suggestione, descrizioni evocative, composizioni visionarie dalle cromie a tinte forti, animate da “flussi di energia cromatica” di spiccata impronta espressionista: pennellate larghe, prospettive irreali, circonvoluzioni cosmiche, spirali che si espandono e si ripiegano su se stesse danno vita ad una pittura in grado di “trasmutare ogni semplice immagine in pura visione metafisica e cosmica” sconvolgendo ogni ordine e regola.

L’Artista, colpito e affascinato dal fremito d’ali di un cigno che spruzza tutt’intorno minute goccioline liquide, intuisce il vigore espressivo dello sprinkling, cioè dell’aspersione del colore che agisce liberamente sulla superficie dell’opera già autonomamente compiuta, in modo “immediato, deciso, graffiante a volte distruttivo”, in una interpretazione libera e liberatoria di action painting che coinvolge l’artista in una gestualità intensa che genera energia nuova e trova nei colori brillanti e nei riflessi metallici dello sparkling (luccicante, spumeggiante), il definitivo compimento della rappresentazione. Un processo creativo che si spinge, a volte, fino al parossismo dell’Overflowing, in un processo di profonda rielaborazione dell’opera in cui l’azione ha il sopravvento sulla rappresentazione, e che diviene la cifra caratterizzante dell’opera di Massimo Paracchini riconducendo il soggetto ad un ruolo comprimario, quasi marginale, e lasciando campo libero alla libertà creatività dell’Artista.

In ultima analisi, si può dire che Massimo Paracchini esprima tutte le proprie emozioni interiori e psicologiche, non solo quelle sensoriali ottiche, celebrando il trionfo del pensiero sullo sguardo, persuaso, come egli stesso afferma, che “Dipingere è conoscere il mondo e interpretarlo, non solo per rappresentarlo così com’è, ma per trasfigurarlo, per analizzarlo in tutte le sue componenti. Andare sempre alla ricerca dell’essenza delle cose e scoprire in ogni oggetto la forza del colore e di tutte le sue infinite variazioni…… Creare immagini senza che abbiano necessariamente un rapporto diretto con la natura, ma far emergere, a volte, dal profondo, i moti convulsi dell’anima e della propria immaginazione ed esprimerli con un’esplosione di colore, con l’energia del tratto e della linea come segno di liberazione…. solo con la ricerca e il lavoro costante si possono scoprire nuove strade da percorrere o nuovi orizzonti da svelare: l’arte è un fiore di inestimabile valore dai mille petali”.

Michele Catalano – Aprile 2016

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