A Panama quando piove viene giù a dirotto.

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Le mie foto dell’epoca sono quel che sono,infatti sono state scattate dal treno che da Panama (Oceano Pacifico) si reca a Colòn (Oceano Atlantico-Mare dei Caraibi) costeggiando il canale.

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Ai miei tempi,alla fine degli anni 1970,Panama aveva il canale controllato dagli Stati Uniti,la gente in strada aveva l’aria dell’avventuriero e trascorreva le serate in qualche casinò di cui tutti gli hotels erano forniti,ed il centro cittadino pareva ad una succursale di un qualche duty free shop dell’Asia dove cianfrusaglie in oro mezzo finto e gli orologi giapponesi la facevano alla grande unitamente alle prime macchinette calcolatrici tascabili.Il resto era del gran caldo umido.Nella stagione delle piogge poi,erano acquazzoni straordinari.

Stamane ad uno dei nostri tre telegiornali del paese non si sentiva parlare d’altro che di giudici e di inchieste,di corruzione vera o falsa e si terminava anticipando un bel sacco di fango sul governo che poi domani i giudici probabilmente trasformeranno in qualche altro materiale un pò più nobile.

Governare oggi l’Italia non è facile,non lo era ieri neppure,ma già il fatto di avere trovato un giovane tra i tanti che ci sia riuscito e si faccia dell’esperienza per me è un fatto positivo.Di rinnovamento della classe politica.

Il nuovo El Dorado trovato a Panama serve solo a ricordare che per uno che ce la fà a passare indenne attraverso un fisco sempre più agguerrito le piume le lasceranno giù però gli eredi cui toccherà di dare solo delle spiegazioni quando saranno fortunati.

Multe confische o quanto altro dipendono infatti dalle leggi interne dei paesi dei cosiddetti evasori.

Ma c’è di che stupirsi?

Dipende molto da quanto abbiate avuto modo di vedere nella vita e soprattutto…dove.

Infatti se guardate a ritroso nel tempo l’essere umano ha sempre cercato protezione ed il più delle volte l’ha trovata ma non gratuitamente,ed ha pagato il “pizzo”.

Il mio unico o quasi ricordo panamenho si riferisce alle dritte ricevute da amici e conoscenti su come affrontare le dogane del paese.Avrò avuto 27-28 anni ed avevo a volte anche 3-4 valigie tra roba mia e campionari senza alcun valore commerciale.

Tu arrivi alle due del mattino in aeroporto e dopo avere fatto polizia passi alle dogane.

“Metti un biglietto da 50 dollari nel passaporto e nessuno ti aprirà una valigia e in 5 minuti te ne vai a dormire”.

Così mi disssero e così feci,e così avvenne.

L’altro ricordo è di come un povero diavolo di taxista verso il mezzodì mi portò all’aeroporto e mi chiese un anticipo di 10 dollari.

Doveva fare benzina e nel viaggio dalla città verso l’aeroporto si fermò in una bidonville per dare parte di quei dollari alla moglie che non aveva una lira in tasca per la spesa.

Senza spremermi troppo le meningi proseguo pensando all’epoca feudale quando il signorotto locale divenuto tale per la sua ambizione e molte volte grazie alla sua soperchieria se non violenza era uso a garantire vita e tutela ai suoi vicini dietro pagamento di un’ imposta.

Un dazio che gli permetteva di mantenere bene non solo se stesso ma pure le sue guardie.

Ai tempi nostri coloro che hanno avuto delle eccedenze in nero sono normalmente grandi imprenditori sia industriali come bancari etcetera che sono poi coloro che avendo saputo rischiare sono in grado di offrire del lavoro.

Il lavoro è anch’esso un tipo di protezione di cui ha bisogno l’uomo per vivere.

Ma dato che le cose negli affari non vanno sempre bene ecco che chi può evade il fisco e si crea un tesoretto dove pensa che nessuno lo venga a sapere.

Quando gli stati però si organizzano per bene riappare anche la disoccupazione.Infatti pagando le tasse dovute nessuno riesce ad arricchirsi,e senza potere creare i tesorucci ben pochi hanno ancora la voglia di rischiare.Non ne vale più la pena.

Se rischi in proprio lo devi fare per qualcosa di importante in cambio ed in questo caso ognuno secondo le proprie necessità di impresa sa quanto gli è necessario avere fuori se un domani dovesse ripartire dopo un insuccesso.

Offre lavoro e quindi occupazione anche se moralmente tutti sono pronti a puntargli l’indice contro.

In realtà se non rubi a qualcuno,stato incluso,non te la puoi cavare perchè le spese sono sempre tante,le leggi incomprensibili,le tasse anch’esse sono tante e finisce che le imprese guarda caso si spostano sempre non solo dove la manodopera costa di meno ma dove puoi anche corrompere i funzionari governativi piuttosto facilmente.E quindi pagare meno tasse o evadere anche questo fisco.

Fare il padrone è tanto duro come fare il dipendente.

Da noi tutti vogliono di più in tema di servizi sociali richiesti allo stato e lo ottengono quando si può.Ma così facendo gli stati devono divenire maggiormente severi e stare molto attenti alle proprie situazioni debitorie soprattutto in assenza di crescita economica.

Questi cosiddetti scandali servono a fare un pò di cassa in un momento nel quale gli Stati per iniziare sono ancora tutti troppo indebitati.

Che ci siano cascati anche dei politici è segno che la relazione tra evasore e politico è talmente buona che i segreti dell’uno non sono più segreti anche agli altri.

E quando uno è così a stretto contatto con la tentazione ci può anche cascare dentro visto che la politica sì vive di elettori ma pure di poteri forti.

Forse così come la racconto sembra ad una barzelletta ma non ho la pretesa di scrivere da esperto.

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David Gunnlaugsson aveva provato a sciogliere il Parlamento, poi si è dimesso (reuters)

Islanda, premier si dimette

David Gunnlaugsson, travolto dalle rivelazioni dei “Panama Papers”, è la prima vittima dello scandalo

martedì 05/04/16 18:56 – ultimo aggiornamento: martedì 05/04/16 18:56

Il premier islandese David Gunnlaugsson si è dimesso a causa dei suoi conti offshore, scoperti grazie alle rivelazioni dei “Panama Papers” (vedi anche articoli correlati). È la prima vittima dello scandalo scoppiato domenica sera, che coinvolge 12 capi di Stato attuali e del passato.

In un primo tempo aveva provato a sciogliere il Parlamento, ma poi ha gettato la spugna e si è dimesso.

Il primo ministro ha comunicato le sue intenzioni in una riunione del gruppo parlamentare del suo partito. “Io assumerò l’interim”, ha dichiarato il vicepresidente del Partito Progressista e ministro dell’agricoltura, Sigurdur Ingi Johannsson.

ATS/px

http://www.rsi.ch/news/mondo/Islanda-premier-si-dimette-7147601.html

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