pasqua sì ma come…

Per intanto pur cercando con la dovuta attenzione sui giornali locali che offrono una pagina via web,non ho trovato una bella notizia equiparabile che possa riguardarci.

Per fortuna però che qualcuno nel privato si ricorda dei parenti anziani e degli amici abbandonati anche durante le festività.

E non mi riferisco al sottoscritto che non è ancora ne anziano ne abbandonato ma bensì disputato a base d’asta tra i parenti gli amici e i conoscenti come si conviene ad un editore-direttore.

Tra il mangio,digiuno o guardo cosa fanno gli altri scelgo l’ultima opzione.C’è sempre da imparare da chi non solo fa bene ma lo fa conoscere in giro per dare un motivo giusto per eventuali nuovi imitatori.

Vedremo l’anno prossimo,per l’intanto.

Anche a Pasqua la notizia nostrana più gettonata pare sia quella che menziona la locale squadra di calcio.A tavola non si parlerà di altro.

Auguri!

Il pranzo è servito (RSI)

Una Pasqua in compagnia

In centinaia ai pranzi organizzati in Ticino per vincere la solitudine

domenica 27/03/16 17:30 – ultimo aggiornamento: domenica 27/03/16 20:01

La voglia di offrire un po’ di compagnia, in tutto il Ticino ha mosso decine di volontari a mettersi a disposizione nell’organizzazione dei vari pranzi pasquali promossi per evitare che la giornata di festa per molti si trasformi in ore di doppia tristezza in solitudine. Si tratta di appuntamenti solidali, che anno dopo anno, si fanno sempre più apprezzare permettendo a centinaia di ticinesi e non di trascorrere qualche ora in spensierata compagnia.

Al Centro Bethlehem, la mensa sociale delle ACLI a Lugano sempre aperta a chiunque desideri consumare un pasto caldo, un centinaio di persone hanno partecipato al pranzo preparato e offerto dai volontari degli amici del Grott Mobil. Il tradizionale capretto nostrano, preceduto dall’aperitivo analcolico, è stato accompagnato da animazioni e occasioni di scambio.

La brigata degli amici del Grott Mobil all’opera. (RSI)

Nella casetta gialla dietro la Resega si è respirata un’aria diversa, un’aria di festa per la struttura di prima accoglienza, dove è possibile soddisfare i bisogni di base della persona (alimentazione e igiene) per un contributo simbolico o svolgendo una mansione.

Fra Martino in compagnia di alcuni dei presenti alla giornata

Per molti, soprattutto stranieri in stato di necessità, è una meta quotidiana. Ma l’offerta è limitata dagli spazi a disposizione. Spazi che, per esempio, non permettono al suo coordinatore, fra Martino Dotta, di realizzare il sogno di un dormitorio. Un sogno che per molti è un’esigenza, come il frate francescano va ripetendo da alcuni anni cercando di mobilitare le coscienze.

Diem/CSI/Quot

Dal Quotidiano:

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