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dove l’italia dei miei tempi era invincibile

Restaurata la storica Lamborghini Miura Sv

14 Mar 2016
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In palese polemica con Ferrari, Ferruccio Lamborghini è forse l’unico industriale italiano ad aver dato vita ad una produzione di vetture di lusso in grado di differire profondamente dai gioiellini prodotti dal Cavallino e di conferire al made in Italy automobilistico un senso di aggressività e di propensione per la velocità ignoto alle sinuose e voluttuose forme concepite dai designer concorrenti.

A 50 anni esatti dallo storico prototipo della Miura Sv, capostipite delle supercar di Sant’Agata e precursore delle varie Countach, Murcielago e Aventador, in casa Lamborghini hanno deciso di restaurare il progetto originario e di dare nuova vita a quell’embrionale Miura verde, vagamente ispirata alla tradizione inglese, trasformandola nell’ospite d’onore al Salone di Amlie Island, conclusosi il 13 marzo scorso.

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Grazie all’intervento del Polo Storico Lamborghini è stato infatti possibile operare un particolare restauro sul primordiale esemplare pre-produzione della Miura e andare ad innestare una componentistica nuova, successivamente adottata dalle omologhe di serie, dando vita ad una sorta di sogno ad occhi aperti che ha mostrato al mondo, con cinquant’anni di ritardo, come sarebbe stata la Miura in caso si fosse insistito sul progetto SV (Super Veloce) che aveva prodotto la sua nascita.

Perfetta in ogni dettaglio estetico e funzionale, la Miura tornata a nuova vita è riuscita a catalizzare l’attenzione di un pubblico americano sempre più alla ricerca di un’estetica retrò e sempre più attratto dal fascino del made in Italy, persino in quella strana declinazione offerta da Ferruccio Lamborghini, unico ad avere il coraggio di rompere gli antichi clichè delle forme sinuose per far mostrare i muscoli alle sue automobili.

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http://news.emergeilfuturo.it/motori/2930-restaurata-la-storica-lamobrghini-miura-sv.html

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Ferruccio Lamborghini

da

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferruccio_Lamborghini

L’idea di produrre macchine sportive gli venne dopo una discussione con Enzo Ferrari. Valentino Balboni, collaudatore storico della Lamborghini, ricorda così l’evento: «Ferruccio si divertiva a sgommare. Possedeva due Ferrari identiche e più di una volta ha rotto la frizione.

Dopo aver sborsato fior di quattrini per ripararle a Maranello, un giorno – dopo l’ennesimo guasto – ne portò una nella sua officina e un meccanico, anche lui di Casumaro, la smontò.

La frizione che si rompeva era identica a quella che montava sui suoi trattori». Da quel momento le lamentele di Ferruccio Lamborghini con il Drake divennero molto più accese: «Spendo una fortuna per un’auto fatta con i miei pezzi!».

Pare che la risposta di Enzo Ferrari sia stata: «La macchina va benissimo. Il problema è che tu sei capace a guidare i trattori e non le Ferrari».[3]

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https://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_Miura

La nuova auto fu disegnata in soli 4 mesi[6] dal giovane stilista Marcello Gandini[7], da poco divenuto capo disegnatore di Bertone per sostituire Giorgetto Giugiaro che se ne era andato alla Ghia. Ferruccio Lamborghini, che era nato sotto il segno del toro, volle battezzare la vettura ultimata col nome Miura in onore dell’allevatore di tori da combattimento Don Eduardo Miura Fernandez[8].

La Miura fu la prima di una lunga tradizione di auto costruite da Lamborghini e battezzate con nomi ispirati alla tauromachia. Inoltre la sigla del telaio perse la T nonostante la meccanica non avesse subito significative modifiche.

Presentata al Salone dell’automobile di Ginevra del 1966, La Miura P400 fu un successo senza precedenti.

La vettura lasciò senza fiato tutti i visitatori facendo invecchiare di colpo tutte le supercar dell’epoca e dando l’inizio ad una nuova era nel settore delle automobili sportive[1][9].

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