due righe messe giù di fretta ma non troppo

municipaleIMG_1075

Quando qualcuno mi stuzzica sull’ARCA che è uno spazio espositivo il quale dopo un brillante inizio è naufragato per ragioni economiche nel nulla ed ora è mezzo chiuso,mi viene voglia di pormi una questione o forse anche più di una.

Gli organizzatori avevano mai pensato a creare uno scivolo su cui dirottare le cose qualora gli eventi in programma avessero fatto buca?

Perchè in ogni locale pubblico,se notate,ci devono essere delle porte di sicurezza al fine di garantire l’incolumità delle persone presenti qualora ci fosse un fuggi fuggi generale dovuto ad una qualsiasi ragione.

Ma temo di no.

D’altro canto il nostro paese sino agli anni ’60 aveva una classe politica di 60-ottantenni che si dividevano le decisioni importanti ed i più giovani dovevano sapere attendere,prima di poter mettere il becco.

Venuto il ’68 si pensava ad un’alleanza tra studenti e classi lavoratrici,ma non fu così.

I primi volevano la rivoluzione,i secondi invece spiegarono ai più giovani che non si sarebbero alleati….”perchè voi avete vent’anni,avete studiato,avete l’automobile,delle belle amiche,inoltre quando tutto sarà finito sarete dottori,ingegneri,avvocati,avrete giovani mogli,belle case,altre belle amiche.

Noi non abbiamo più vent’anni,non abbiamo studiato,abbiamo delle brutte case,delle mogli stanche e vecchie.

Quando tutto sarà finito saremo ancora nelle fabbriche,nelle nostre brutte case,con le nostre vecchie mogli.

Perciò davanti al rischio di essere sconfitti in una rivoluzione che è più vostra che non nostra,preferiamo una piccola vittoria che ci dia sollievo:e cioè un bell’aumento in busta paga e saluti e baci. Fine intervento.Stop.” *

Perchè lo dica ora è semplice,abbiamo un Primo Ministro che secondo me ha un grosso vantaggio sull’appena passata politica italiana e cioè che è giovane e che quindi corre e si dà da fare.Oggi è in Asia,domani in America e dopodomani in Africa,stringe un sacco di mani racconta un sacco di balle e firma contratti che buoni o cattivi rappresentano immagine e lavoro per il nostro Paese.Non appare mai stanco e si libera in fretta delle voci del corridoio dicendo che gli spiace… ma che deve andare all’aeroporto.Il che sottinteso significa non rompetemi i ‘oioni.

Ma in provincia le cose non vanno affatto uguale.

Il popolo della notte è composto dai giovani cui non mancano oggi i trenta euro da spendere in una serata lungo il week end.

Eppure questi giovani non hanno alcuna possibilità di smuovere le cose affinchè ci si ricordi anche di loro per gli svaghi.

Non hanno strumenti di pressione,non contano.

Se all’ARCA abbandonata ci sommiamo anche il teatro municipale le domande aumentano.

Una volta a Como un vecchio amico che faceva la seta stampata alla maniera di una volta mi raccontava di come per ogni anziana signora che morisse anche a Timbuctu lui perdeva minimo un metro e mezzo di potenziali vendite.

Lo so anch’io che Vercelli nel campo della musica classica godeva di importanza tra le provincie limitrofe sino a qualche anno fa,così come vent’anni orsono eravamo se mai deficitari nel teatro,ma erano commenti di persone che sono oggi come me: passate di moda.

A me va la musica sinfonica,per esempio,e ci trovavo a teatro anche gente che veniva da Biella per fare un altro esempio ancora.

Ma una sera dopo che mi ero tanto lamentato ecco che ti arriva una Signora Orchestra niente meno che da Dubrovnik con 30-40 musicali e la sala per 3/4 era desolatamente vuota nonostante anche il programma fosse d’eccellenza.

Gli orchestrali si saranno detti che a Vercelli c’era un’epidemia di influenza quella sera perchè suonare dinanzi a 150 persone quando il teatro ne può contenere 500 e passa poteva sembrare anche poco ospitale dinanzi a degli stranieri.

A me invece viene in mente che sì 30 anni fa eravamo o avevamo un pubblico stiloso adatto a questi eventi ma nel frattempo progressivamente molti sono passati a miglior vita e non si sono rinnovati perchè la gioventù probabilmente vuole altro.

Per darmene una prova un amico mi spiegava che ad un concerto di altro genere, più popolare ma forse nuovo,ecco che il pubblico l’aveva riempito anche nel loggione.

Se i giovani che hanno le energie per uscire la sera ed i soldi necessari pure per accedere ai divertimenti non trovano uno spazio dove identificarsi in quello che si chiama “sistema fiere eventi e spettacoli”della città,credo che a noi anziani resti poco di che reclamare.

In più ritengo che non sia questione di età quanto di mentalità che si tramanda ai posteri.

L’anziano tende ad essere ripetitivo dentro ad un ambiente che lo mantenga ben protetto,possibilmente senza rischi, e combina un sacco di errori,il giovane invece che è colui che si butta non trova appoggio nel più anziano e non può spostarsi anche volesse farlo se non di bar in bar dentro a consuetudini altrettanto ripetitive.

Quando criticano che non gli offriamo se non poco nulla di quanto disponibile sul mercato riservato ai passatempi,non mi pare che si sbaglino.

Ma è solo il mio parere.

DSC00257 Herr Dott.Dubbio

il dr Dubbio

+

*(Enzo Biagi:Francia,Rizzoli Ed. 1978

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: