la francia: una nazione di proprietari

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Già che in questi giorni mi rileggevo il solito Enzo Biagi e la sua Francia (del 1978)  mi appaiono alcuni tratti nazionali che desidero citare del tipo che Guy de Rothschild,il banchiere,definiva i francesi non un paese di capitalisti ma di proprietari,il 10% dei cittadini aveva in mano più della metà dei beni nazionali.

Furono tra i primi a proclamare il carattere sacrosanto della proprietà perchè anche loro sono convinti che ciò che è di tutti finisce con l’essere di nessuno.

Quello dell’avere o no,non facilita i rapporti interni tra persone e si aveva così una società divisa in due,una tra coloro che non possiedono nulla e sono legati tra di loro dall’ambizione di arrivare a possedere,e quella di coloro che possedevano qualcosa,legati invece tra di loro da una comune angoscia.

L’autore non dice se l’angoscia si riferiva alle tasse da pagare o al timore di perdere le proprietà.

E poi,che persino il gen.De Gaulle quand’era scoraggiato pare avesse pronunciato una bella espressione sui mali politici nazionali,e cioè che la sinistra per mancanza di grandezza non aveva il senso dello Stato,e la destra per mancanza di generosità non avesse invece il senso della Nazione.

Il carattere dei francesi secondo i sociologi ha preso l’individualismo dei Celti,dai Romani l’amore per il diritto e per l’ordine,dai Germani il genio della costruzione e dai Normanni lo spirito di iniziativa.

Nel ’78 la Francia aveva un milione e 200 mila agricoltori che tendevano a diminuire nonostante il paese abbia ancora la più grande superficie coltivabile tra le nazioni dell’Unione.

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Francia: fischi per Hollande

Il 10% delle fattorie è sull’orlo del fallimento. I contadini contestano il presidente al salone dell’agricoltura

sabato 27/02/16 20:27 – ultimo aggiornamento: sabato 27/02/16 20:28

Uno pensa alla Francia e subito salta in mente lo stereotipo dell’alta moda o dell’arte, ma in realtà il pilastro su cui si fonda il Paese è l’agricoltura ed i suoi allevamenti. Per eccellenza lavorare da francesi vuol dire conoscere la terra ed è per questo che il salone dell’agricoltura di Parigi ogni anno è un appuntamento che vede presenti alle inaugurazioni sempre cifre da settecentomila persone in su. Quest’anno è la cinquantatreesima edizione, per molti aspetti la più controversa, perché capitata nel bel mezzo di un braccio di ferro tra sindacati di categoria e Governo.

Durante tutto l’anno passato e l’inizio di questo nuovo gli agricoltori si sono resi protagonisti di diverse manifestazioni, contrarie alle troppe importazioni di prodotti alimentari, che hanno in qualche modo svalutato il prezzo delle produzioni interne. Gli attacchi sono stati fatti per lo più sulle autostrade, per bloccare i camion in entrata che trasportavano carne, latte ortaggi e frutta provenienti dall’estero. Bersaglio principale delle proteste è il presidente della repubblica francese, François Hollande, accusato di condividere, senza tante opposizioni, le direttive europee, che, come racconta un contadino presente con i suoi animali ad uno dei padiglioni dell’esposizione a Porte de Versailles, ostruiscono il normale lavoro in campagna. “Anche la derattizzazione è divenuta impossibile, perché non possiamo usare prodotti che abbiamo sempre utilizzato per liberarci di animali che ci rovinano il raccolto. Noi siamo i primi ad essere ecologisti, perché passiamo la vita intera nelle terre che amiamo”.

La Francia, che di agricoltura vive, si trova investita in una crisi senza precedenti. Il 10% delle fattorie francesi è sull’orlo del fallimento, gli accordi tra sindacati e Governo sono lontani. Hollande, presentatosi all’inaugurazione del salone dell’agricoltura, è stato subissato di fischi, sia all’entrata, che all’uscita. Durante la mattinata si è trattenuto con una delegazione degli organizzatori della rassegna, per discutere di strategie utili a superare la crisi. Le contestazioni hanno portato a due fermi dalla polizia, rilasciati subito dopo le verifiche del caso: uno dei due ha riportato, durante la colluttazione, una piccola ferita al naso.

“Voi siete della televisione svizzera?

Bene, v’invidio, perché con coscienza avete deciso di non appoggiare in toto le leggi economiche dell’Europa. Io da contadino francese invece devo accettare il fatto che sul mercato finiscano anche prodotti dell’est Europa, che però chiaramente costano di meno, per mano d’opera e d’altro. Mi ritrovo quindi a fare i conti con la concorrenza di vini, formaggi o carne che è completamente sleale. Chiaramente un consumatore sceglie il prodotto che costa meno ed io sono costretto ad indebitarmi, svendendo tutto”. Così mi saluta uno dei tanti contadini in collera.

L’accordo con la politica dovrà esserci e lo sa bene anche il presidente francese, perché in questi padiglioni c’è una fetta molto grossa di elettorato, che sarà determinante nella bilancia elettorale del 2017.

Lorenzo Giroffi

http://www.rsi.ch/news/mondo/Francia-fischi-per-Hollande-6951086.html

Ma non è finita qui:

Rivolta anti Hollande nel centrosinistra francese: Aubry e Cohn-Bendit chiedono primarie

Rivolta anti Hollande nel centrosinistra francese: Aubry e Cohn-Bendit chiedono primarie

25 feb.2016

«Troppo è troppo!» non è una frase leggera detta contro il proprio governo. Uscire dall’impasse è il titolo di un appello al vetriolo firmato tra gli altri dall’ex ministro all’economia e sindaco di Lille Martine Aubry. Assieme alla socialista, le firme di molti intellettuali e figure di primo piano dell’ambientalismo come ad esempio Daniel Cohn-Bendit, che in un’intervista a Liberation spiega di aver firmato per sottolineare l’importanza delle prese di posizione di Aubry sull’immigrazione – «È la prima politica francese importante a prendere una posizione decente».
Il lungo testo pubblicato da Le Monde è una dura requisitoria contro le politiche dell’esecutivo di Manuel Valls e contiene una richiesta di primarie. A quattordici mesi delle elezioni presidenziali, questa chiamata alle armi per la sinistra del partito e non solo è destinata a smuovere le acque della sinistra, destinata a una sconfitta sonante nel 2017 a meno di un cambio radicale di rotta.
Per adesso Holland – con lo stato d’emergenza, le modifiche alla costituzione e la riforma del diritto di cittadinanza – e il premier Valls, con la legge di riforma del mercato del lavoro in discussione non sono popolari e i sondaggi sono impietosi. «Non è solo il fallimento del quinquennio ad essere incombente, ma si rischia un indebolimento duraturo della Francia e, ovviamente, della sinistra», scrivono gli autori, alcuni dei quali, come l’ecologista Yannick Jadot o il sociologo Michel Wieviorka.

Nel testo si citano il patto con Medef, la confindustria francese, definita un passo falso, e poi ancora «lo sfortunato dibattito sulla privazione della nazionalità», le parole «indecenti» sui rifugiati pronunciate dal premier a Monaco di Baviera e la proposta di riforma del codice del lavoro.
«È tutta la costruzione delle relazioni sociali nel nostro paese che viene capovolta. Non saremo noi a farlo, non noi, non la sinistra!» scrivono i firmatari che concludono, «Cosa resterà degli ideali del socialismo se avremo, giorno dopo giorno minato i suoi principi?».
La risposta maligna degli uomini vicini a Hollande è stata: «Aubry non ha ancora digerito la sconfitta alle primarie del 2011». La destra ironizza.
La verità è che la sinistra francese è in enorme difficoltà e che questo appello, così come l’uscita dal governo di Taubira, proprio sulla questione della cancellazione della nazionalità, sono segnali di sofferenza.

Il giorno dopo l’appello Aubry ha spiegato che no, la sua non è una reazione da sinistra antica e conservatrice: «Il mio progetto non è andare contro Hollande ma aiutare la sinistra. Non siamo passatisti e conservatori, la sinistra moderna siamo noi».

Cohn Bendit spiega che delle primarie comuni a sinistra sarebbero belle «se la si smettesse con l’idea che chi ha posizioni diverse dalle nostre è un sinistrorso superato o un liberale venduto». L’ex leader dei Verdi europei se la prende anche con la politica dei fatti compiuti del governo Valls, che, dice, non è disponibile a nessuna discussione sulle cose che propone.

(http://www.left.it/2016/02/25/rivolta-anti-hollande-nel-centrosinistra-francese-aubry-e-cohn-bendit-chiedono-primarie/)

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French Socialist government’s rifts laid bare by Aubry attack

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