pista o autodromo?

Teodoro-Zeccoli-Alfa-Romeo-TZ-Balocco

Teodoro Zeccoli collaudatore e pilota di grande valore a Balocco con l’Alfa TZ2 (1965-1966)

Una fabbrica di automobili ha bisogno di una pista di collaudo soprattutto se vende anche auto per le competizioni.

Non ricordo se arrivò prima l’Alfa Romeo con la pista di Balocco o la Fiat con la Ferrari a Fiorano.Entrambe erano aziende private e si fecero la loro pista coi loro soldi.

L’Alfa dei tempi andati con quelli dell’IRI,ovvero in parte anche nostri,dei contribuenti.

La FIAT rilevando l’Alfa rilevò anche la pista di Balocco,se ci perse o ci guadagnò noi non lo sappiamo.

Ma se l’IRI ne faceva un autodromo aperto anche al pubblico la Regione Piemonte avrebbe fatto goal.Invece credo l’abbiano subìto.

Guarda l’aeroporto di Biella-Cerrione.

Qui di soldi ne hanno messi tutti ma la pista credo che sia troppo corta per un certo uso,adesso mettono tutto all’asta,non si presenterà forse nessuno ed il prezzo scende ancora.

Albenga ha una fabbrica invece che ne sostiene vivo l’aeroporto ( Piaggio) anche se leggo che i risultati valgano come quelli di Biella.

E’ sempre e solo colpa del territorio o è anche a motivo di fortuna e di iniziative che siano centrate o meno?

+

La Provincia di Biella mette in vendita l’aeroporto di Cerrione

Asta pubblica fino al 2 marzo. Base d’asta: 500 mila euro. L’infrastruttura dà lavoro ad un centinaio di persone

16 febb.2016

L'aeroporto di Cerrione

BIELLA – L’aeroporto commerciale di Cerrione è in vendita tramite asta pubblica, aperta fino alle ore 12 del 2 marzo. La Provincia di Biella, ente capofila per la procedura, ha indetto una gara ad offerte segrete. La base d’asta è di 500.790 euro; chi la vincerà con l’offerta più alta si aggiudicherà il 91% del valore della società, diventandone di fatto il proprietario.

segue su:

http://biella.diariodelweb.it/biella/articolo/?nid=20160216_374985

Aeroporto, “Albenga salvata da investimenti, Biella senza appoggi”

mercoledì 30 dicembre 2015, 07:04

E’ passato un anno dal grido d’allarme relativo allo scalo di Biella-Cerrione e alla possibilità di una chiusura dovuta ai bilanci in passivo e al limitato utilizzo per i voli. A fare notizia, nel frattempo, è la situazione dell’aeroporto di Albenga, come riporta in una lettera firmata Sandro Delmastro delle Vedove, socio della Sace S.p.A, società di gestione dello scalo biellese: “La società Ava S.p.A, che gestisce l’aeroporto Clemente Pasero di Albenga – scrive Delmastro – ha effettivamente risolto tutti i suoi problemi recandosi dal Notaio a sottoscrivere l’atto con il quale gli enti pubblici hanno provveduto a cedere le azioni ad una interessante “new company”  con idee, pare, molto chiare. Ma i presupposti sono seri e sono collegati al fatto che da diversi mesi in prossimità dell’aeroporto del Panero opera la Piaggio Aerospace, che opera con la produzione di aerei. Tutto, così, sembra avere un senso: vi sono concreti presupposti per immaginare che la nuova società possa muoversi con successo: e dunque la struttura sembra essere salva e gli enti pubblici si sono scaricati di un peso che non riuscivano e gestire”. Delmastro chiede, sulla base di quanto accaduto in Liguria, cosa stia accadendo riguardo lo scalo biellese, che ha rinnovato il consiglio d’amministrazione nel luglio del 2015 e che è alle prese con le trattative per la salvezza dell’impianto.

A rispondere, indirettamente, il presidente della Sace Pier Marco Ferraresi: “Ci saranno novità nei primi giorni del 2016, si terrà la procedura pubblica per la vendita delle quote. Io resto ottimista sul fatto che l’aeroporto non chiuderà e che riuscirà a mantenere l’attività interna senza essere un Aeroclub. Le manifestazioni di interesse ci sono, ma non posso comunicarle ai giornali perché si tratta di un momento di svolta delicato”. La situazione di Cerrione continua a preoccupare: “Il problema vero è che per attirare le attività devi garantire continuità. Un investitore non farà mai un’opera duratura nel tempo se non si crea continuità all’infrastruttura. A meno che qualcuno non decida di comprarlo ma quante sono le persone che nel nostro territorio hanno bisogno di un aeroporto?”. Decisioni politiche sono all’orizzonte?: “L’aeroporto di Albenga si è salvato perché ha avuto l’appoggio del territorio che noi non abbiamo mai avuto e hanno rinnovato la struttura grazie alla presenza di Piaggio. Quello è uno scalo che ha movimenti minori rispetto a Biella: grazie agli investimenti è stato possibile salvarlo, forse qui hanno deciso che non ne vale la pena. Si tratta di semplice volontà”.

Attualmente all’interno dell’aeroporto sono insediate quattro imprese che contano un centinaio di dipendenti. Le attività presenti sono quelle di formazione dei piloti dell’aeroclub e dell’aeroporto di Vergiate e le riparazioni e manutenzione delle officine.

“L’ultimo bilancio si è chiuso con un fabbisogno finanziario di circa 250mila euro – sottolinea il presidente Sace – mentre la probabile perdita d’esercizio sarà intorno ai 300mila euro. Ma dal mio punto di vista l’aeroporto dovrebbe restare in vita, ma solo a certe condizioni”.

http://www.newsbiella.it/2015/12/30/leggi-notizia/argomenti/basso-biellese/articolo/aeroporto-albenga-salvata-da-investimenti-biella-senza-appoggi.html

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