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e se gli inglesi se ne andassero?…che facciano buon viaggio

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Invece di fare un ponte che unisse il Regno Unito all’Europa dell’Euro… hanno preferito avere un tunnel ferroviario,e si sa che col buio c’è di che stare attenti anche avendo in mano una torcia elettrica per i casi di emergenza.

Se si creano le premesse per essere invidiosi del successo altrui non ci si può poi lamentare che qualcuna delle parti goda di facilitazioni extra rispetto ad un altro che faccia lo stesso mestiere.Indipendentemente della qualità del servizio reso.

Euro o sterlina le carte non cambierebbero forse se la tassazione fosse identica per tutti i clienti.Faglielo però capire se sei bravo.

Ma pare che così non sia ed uno non vuole rinunciare al suo sistema che bene o male va avanti così da tempo e che pare che abbia funzionato mentre gli altri sono ancora lì a beccarsi tra di loro su chi di nuovo ha condizioni ancora differenti a sua volta dal vicino di frontiera in zona Euro.

Se c’è circolazione libera dei capitali è abbastanza ovvio che chi sa,vada dove gli costa meno.Chi fa le tariffe migliori non vuole perdere la clientela,chi le fa peggiori userà la maldicenza,in breve è una storia infinita fatta a base di dispetti non di solidarietà.

Di peggio quando la solidarietà ti farebbe perdere dei posti di lavoro.

E allora che si fa?…bisognerebbe probabilmente essere nella testa altrui e capirne senz’altro di più.

Gran Bretagna: è uno dei paesi fiscalmente più vantaggiosi, ad esempio in materia di dividendi, che non sono tassati (è uno dei motivi per cui Londra è attrattiva come sede per le imprese internazionali, vedi caso Fiat).

Significa che gli azionisti di una società  incassano il 100% del dividendo, senza pagarci sopra ulteriori imposte (probabilmente sulla base della considerazione che i dividendi sono una redistribuzione di utili, come tali già  tassati).

Sui normali interessi degli investimenti, invece, si paga il 20%, anche nel caso in cui l’investimento sia in titoli di Stato (in questo caso, quindi, c’è uno svantaggio fiscale rispetto all’Italia).

Infine i capital gain (guadagni in conto capitale) sono tassati dal 18 al 28%, in modo proporzionale al reddito (l’aliquota del 18% è applicata ai redditi fino a 35mila sterline l’anno).

David Cameron: “solo un accordo che soddisfi le nostre richieste”  (keystone)

Brexit, “o tutto o niente”

Vertice dell’Unione Europea a Bruxelles, Cameron spinge per “un accordo credibile” per i britannici

giovedì 18/02/16 21:23 – ultimo aggiornamento: giovedì 18/02/16 22:54

David Cameron si è battuto con i colleghi europei per “un accordo credibile”agli occhi dei britannici, che permetta di regolare “per una generazione” i rapporti di Londra con l’Unione Europea. Il premier si è espresso in una conferenza stampa al termine di un primo scambio di vedute fra i leader dei Ventotto, riuniti fino a venerdi in un vertice a Bruxelles.

L’intesa dovrà essere “abbastanza forte” da impedire il successo dei sostenitori della cosiddetta Brexit, in occasione del voto che potrebbe aver luogo già in giugno. Il testo di 18 pagine che serve da base per le discussioni contiene ancora molti paragrafi fra parentesi, perché non approvati da tutti.

Summit fino a venerdì

Già prima dell’incontro Cameron aveva avvertito che non avrebbe accettato un patto “che non soddisfi le nostre esigenze” e ci sono segnali che gli altri membri dell’Unione siano disposti a concessioni. È il summit del “o tutto o niente”, ha avvertito il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il suo omologo della Commissione Jean-Claude Juncker, Angela Merkel e François Hollande si sono espressi fra prudenza e ottimismo. L’accordo “è possibile perché è necessario”, ha dichiarato l’inquilino dell’Eliseo, poco propenso però a concedere un veto sulle decisioni dei paesi della zona euro, che darebbe alla City di Londra una posizione di privilegio.

Ai paesi dell’est, invece, non va giù il “freno di emergenza” alle prestazioni sociali per i lavoratori immigrati.

La Gran Bretagna dovrebbe spuntarla invece sulla possibilità di non prender parte a ulteriori sviluppi comunitari e sul rafforzamento dei poteri dei Parlamenti nazionali.

La questione migranti

I Ventotto al vertice sono confrontati anche un secondo tema spinoso, quello della migrazione, con Angela Merkel sempre più isolata nella sua posizione di apertura e gli Stati dell’Europa orientale ma non solo che premono per la chiusura delle frontiere.

pon/ATS

http://www.rsi.ch/news/mondo/Brexit-o-tutto-o-niente-6904874.html

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