com’era il mugello stradale?

Il Circuito stradale del Mugello

Per sapere come auto fatte per correre in pista potessero andare così forte su percorsi stradali bisognerebbe chiederlo alla schiena dei piloti che correvano ieri e sapere oggi come vanno a dolori alle giunture di gambe spalle e caviglie…e forse tutta la muscolatura in generale.

Uno oggi dice Abarth per esempio e pensa alla 500 FIAT potenziata che ogni tanto incroci per la strada.Noi che invece siamo anziani ci ricordiamo di altre auto che portavano questo nome.E già che ho trovato questo sito ve lo passo da guardare.

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Il montaggio effettuato da noi in regia è lungi dall’essere perfetto…ci vorrete scusare…vi invitiamo piuttosto a dare un’occhiata al sito da cui abbiamo prelevato una piccola parte di questo documento fotografico e di cronaca passata.

http://www.ilpaesedellecorse.it/1970.html

Avevamo vent’anni…circa

1969

L’ATS vince nuovamente la classe Prototipi fino a 1000cc di solito riserva di caccia dell’Abarth grazie a “Hoga”, al secolo Aldo Horvat, e Alessandro Federico che hanno la meglio dopo una lotta sul filo dei secondi con Zanetti-Locatelli alfieri della casa torinese dello scorpione.Dopo una partenza più brillante degli avversari, la coppia dell’ATS #51 recupera terreno ed al sesto giro li precede di soli 2/10. Alla fine del settimo (e per loro ultimo) giro l’Abarth risulterà staccata di circa 30″.
E’ una bella affermazione per la casa che si conferma sulle strade del Mugello dopo la vittoria dell’anno prima con Shangri-Là.

Una splendida inquadratura di Arturo Merzario con l’Abarth 2000 SP “cuneo” in piena veloci-tà. Merzario scattò in testa fin dal primo giro ed incrementò costantemente il vantaggio suglia vversari fino a tagliare il targuardo con quasi 3′ sui compagni di squadra Ortner e Van Lennep che disponevano di un modello più convenzio-nale.Il modello, denominato SE14, è equipag-giato con il motore , montato “a sbalzo” dietro l’asse posteriore, da 2000cc con 4 cilindri in linea , 16 valvole, doppio albero a camme in testa, capace di erogare 250 CV a 8000 giri/min. Merzario si dimostra pilota dalle caratteristiche ideali per una gara come quella del Mugello e, nonostante il fisico filiforme, dimostra anche eccezionali doti di resistenza guidando per tutti gli otto giri in condizioni di caldo terribile. Alla fine è suo anche il nuovo record sul giro .

Una delle auto da corsa più ammirate nell’edizione del 1969 fu zenz’altro la Lola Chevrolet T70 affidata a Andrea De Adamich e Nino Vaccarella. Il prototipo inglese equipaggiato con un motore di 5000cc che erogava 460 CV sembrava non essere troppo adatto alle anguste strade del Mugello, ma alla fine molti dovettero ricredersi. La “Lolona” resistette bene nei primi giri allo scatenato ritmo di Merzario e solo la rottura della barra stabilizzatrice che la rese ancora meno maneggevole nei tratti più tortuosi la costrinse a cedere accontentandosi al traguardo di un onorevole terza piazza.Una foto scattata durante le prove mostra la GTA Junior #204 di “Ghigo” (Gennaro Capasso) e quella di carlo Zuccoli impegnate a cercare di migliorare il proprio tempo. La GTA di Ghigo” non riuscì a concludere le prove per problemi meccanici e il pilota fiorentino gareggiò in coppia con Zuccoli sulla GTA Junior #195 ed i due otterranno un brillantissi-mo dodicesimo assoluto e la vittoria di classe

 

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Un passaggio di Gijs Van Lennep con l’Abarth 2000 SE10, iscritta ufficialmente dall’Abarth per lui e per Johannes Ortner. La SE10, modello progettato per la clientela con l’obiettivo di infrangere il monopolio di fatto delle sport inglesi nella classe due litri. Carlo Abarth puntò sul fatto che la SE10 sarebbe costata la metà delle concorrenti, garantendo prestazioni analoghe. La “2000” mantenne le promesse vincendo subito all’esordio in una cronoscalata con il primo cliente Domenico Scola. A questa prima vittoria ne seguirono innumerevoli altre tanto che l’Abarth 2000 SE10 diventò presto la più popolare auto da corsa nella sua classe.

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1968

L’edizione 1968 è, a giusto titolo, ricordata come la più avvincente della storia del Circuito del Mugello ed, in generale, delle corse auto-mobilistiche su strada. La gara aveva perso alla vigilia uno dei suoi più attesi protagonisti, Vic Elford, rimasto appiedato dopo aver distrutto in un incidente la sua Porsche 910. Carlo Chiti cercò inutilmente di ingaggiarlo nella squadra Autodelta anche per sottrarlo alla Porsche ed evitare di trovarsi di fronte una coppia Siffert-Elford. Alla fine Elford ricoprì solo il ruolo di starter e la corsa sembrava vedere nettamente favorite le Alfa Romeo 33 dell’Autodelta. Nel primo giro, disputato sotto il sole del mezzo-giorno di un caldissimo luglio, Jo Siffert superò undici concorrenti e prese la testa imponendo un ritmo eccezionale alla gara. Siffert alla fine avrebbe guidato per sei degli otto giri previsti risultando sempre il più veloce pilota in gara. Purtroppo per lui la pessima giornata del com-pagno Steinemann ed una buona dose di sfor-tuna gli costeranno una vittoria leggendaria..
Una fase accesa dello scontro fra Siffert e lo squadrone delle Alfa Romeo. Carlo Chiti, al-l’ultimo momento aveva rivoluzionato la com-posizione degli equipaggi che era risultata alla fine la seguente: #3 Lucien Bianchi – Vaccarel-la, #7 Facetti . Biscaldi, #15 Casoni-Dini e #22 “Nanni”-Giunti. Nella foto scatatta nei primi giri nel tratto in discesa prima di Santa Lucia si vede la Porsche 910 di Siffert inse-guire due Alfa 33 e precedere quella di “Nanni” -Giunti con al volante il campione pratese. .La corsa si deciderà al quinto giro quando Steinemann, sostituito Siffert, cederà nettamen-te terreno a Vaccarella che aveva rimpiazzato Lucien Bianchi e si ritireranno le Alfa Romeo di Giunti, che aveva rimpiazzato “Nanni”, Pilette e la Porsche 910 ddi Nesti che era fra i più veloci in gara e stava recuperando posizioni.
La corsa del 1968 verrà anche ricordata per il duello sul filo dei secondi fra due grandi specialisti del “Mugello”: Enrico Pinto (nella foto) con l’Alfa Romeo GTA 1300 junior con motore ad iniezione, e Carlo “Riccardone” Benelli con la classica GTA 1600 a carbu-ratori.. Idue si pazzeranno alla fine rispettiva-mente sesto e settimo assoluto vincendo le proprie classi, terminando a meno di un minuto l’uno dall’altro. Dopo un inizio favorevole a “Riccardone”, la gara si decideva nell’ultimo giro quando il popolare pilota pratese era net-tamente più lento dello scatenato Pinto che gli strappava così la sesta posizione.
Una bella immagine dell’Alfa 33 vincente. Partita con al volante Lucien Bianchi, la #3 cercava di contenere il distacco dallo scatenato Siffert che, tuttavia, al quarto giro vantava un vantaggio di 4’18”. Vaccarella, seppure debili-tato dagli antibiotici e nonostante il gran caldo riuscì a resistere a Siffert nel suo primo giro e poi approfittare con due ottimi passaggi delle incertezze e delle sfortune di Steinemann cui avrebbe recuperato ben 10′ in due soli giri. Per le ultime due tornate Carlo Chiti decise di impiegare, come permesso dal regolamento, “Nanni”, rimasto appiedato ai box dopo il ritiro di Giunti, invece di Lucien Bianchi.
Quando Siffert e “Nanni” ripartono dai box l’Alfa del pilota italiano ha un vantaggio che sfiora i cinque minuti e mezzo che può ammini-strare regalando all’Alfa Romeo la prima importante vittoria dopo il ritorno ufficiale alle corse.
Una bellissima inquadratura di Carlo Benelli detto “Riccardone” uno dei piloti fiorentini più popolari di sempre. Fratello minore di Roberto (“Robertino”), Carlo era un pilota spettacolare che regalava sempre qualche “numero” al pubblico del “Mugello” del quale era diventato un idolo. La sua GTA 1600 color blu scuro e oro con la targa FI373737 era una delle auto da corsa più popolari fra gli sportivi toscani e non solo. “Riccardone” sarà uno dei piloti più fedeli al Circuito del Mugello partecipando a tutte le edizioni degli anni ’60 esclusa la prima.
Il suo miglior risultato assoluto lo colse proprio in questa e

http://www.ilpaesedellecorse.it/1968.html

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