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è più facile vivere serenamente a casa propria o a casa d’altri?

A cosa servano le Nazioni Unite è abbastanza complesso comprenderlo credo per chiunque,idem con patate ciò che successe con la Società delle Nazioni precedente,la sede principale è a New York e non penso sia stato frutto solo di una casualità.Per cui anche qui ci vuole pazienza,e tanta prima di ottenere qualche risultato.Perchè ogni stato membro ha le sue influenze e le sue idee.

La ragione per cui la Svizzera abbia deciso di muoversi in questa direzione è sicuro per potere offrire maggiori opportunità in loco un pò come fanno i cinesi nel resto del continente africano anche se uno maliziosamente può pensare solo al puro interesse materiale.

Susanne Hochuli  (keystone)

Più contatti con l’Eritrea

Li chiede la consigliera di Stato ecologista Susanne Hochuli dopo la visita nel paese africano

sabato 13/02/16 19:09 – ultimo aggiornamento: sabato 13/02/16 19:09

“L’Eritrea non è certo una democrazia, ma è esagerato parlare di una Corea del Nord africana”. Questa l’opinione della consigliera di Stato ecologista Susanne Hochuli che ha partecipato al viaggio nel paese africano con altri politici, tra cui l’UDC Thomas Aeschi, di cui ha confermato l’opinione espressa negli scorsi giorni.

La deputata chiede al Consiglio federale di riallacciare i contatti con il paese, inviare una delegazione ufficiale e stabilire una presenza dipomatica permanente.

Hochuli ha ammesso di non aver potuto visitare le prigioni, ma che l’obbiettivo del viaggio non era quello di verificare il rispetto dei diritti umani, compito che spetta all’Ufficio federale della migrazione.

RG/sf

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Pi%C3%B9-contatti-con-lEritrea-6877124.html

+++

Il Guardian non è il bollettino parrocchiale ma un giornale che era di sinistra e oggi forse lo è di centro ma resta pur sempre un quotidiano di un ex Impero mica da ridere.

70 years and half a trillion dollars later: what has the UN achieved?

The United Nations has saved millions of lives and boosted health and education across the world. But it is bloated, undemocratic – and very expensive.

ONU2732

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

l’articolo è su:

http://www.theguardian.com/world/2015/sep/07/what-has-the-un-achieved-united-nations

Ci siamo anche noi italiani:

ECONOMIA

L’azienda vince il maxi-bando Onu «Ma le banche non si fidano»

La Agmin di Verona è specializzata in materiali per i progetti umanitari. Dopo l’aggiudicazione della commessa, il problema della patrimonializzazione

VERONA -Vincere un appalto da 150 milioni di euro in tre anni dall’Onu e avere difficoltà a farsi dare un finanziamento dalle banche? Può succedere, anzi è successo. Anzi, è la regola. «La difficoltà di accesso al credito è la vera palla al piede del sistema Italia», sospira l’ingegner Giuseppe Gola. Non sono le eccellenze a mancare nel Paese, come è la sua Agmin. Sede in centro a Verona, un pool di ingegneri e tecnici specializzati nel fornire materiali e assistenza per progetti e programmi di sviluppo di aiuto umanitario. La missione: farlo meglio di tutti. Solo così si possono ottenere commesse come l’ultima conquistata per la fornitura di moduli abitativi per circa 30 missioni delle Nazioni Unite in giro per il mondo, dall’Iraq alla Somalia al Darfur. «La gara era stata lanciata quasi tre anni fa – ricorda Gola – c’era stato un meeting pre-bidding alla base Onu di Brindisi con oltre settanta partecipanti. L’offerta l’abbiamo fatta a New York nel marzo 2013, l’aggiudicazione è arrivata solo adesso».

Chi pensa ai prefabbricati da cantiere è fuori strada. Qui si tratta di prodotti tanto maneggevoli (una «casetta» si può montare anche in sole quattro ore) quanto tecnologici, tutti dotati di bagni, acqua calda, aria condizionata, materiali all’avanguardia. «La carta vincente è stato un progetto di ingegneria sviluppato con l’Università di Trento», spiega Gola. Uniti alla formula, ormai rodata, della sua azienda: cinque o sei fornitori chiave, quasi tutti dal Veneto (chi cura i pannelli, chi la parte elettrica, chi la carpenteria, chi i sistemi di refrigerazione) e una struttura di collaboratori flessibile, compresi gli esperti che hanno permesso di portare a termine con successo una gara tanto competitiva e complessa. «Tutto made in Italy», spiega orgoglioso Gola, che non è nuovo a certi successi. Già alcuni anni fa, nel 2007, conquistò una simile commessa dall’Onu, del valore di 95 milioni di euro. «Ma i moduli di allora erano molto più semplici di quelli di adesso», assicura. Poi, lavorando con organizzazioni internazionali come l’Onu (ma tra i clienti di Agmin ci sono anche istituzioni come Unione Europea e ministero degli Esteri) c’è la certezza di essere pagati. «Vero, sono pagatori indiscutibili, ma pagano sempre alla consegna del lavoro. Quindi intanto dobbiamo trovare il finanziamento», ragiona Gola.

E qui emergono tutti i problemi con il vasto mondo delle banche. Perché, a sentire la testimonianza di Gola, il sistema del credito è ancora strozzato e questo mette a rischio il lavoro anche di chi continua a ottenere importanti commesse. E nonostante si tratti di un’azienda in salute benché di piccole dimensioni, che per competenze e esperienze, fa da general contractor a un’appalto enorme e «blindato». «La situazione è paradossale – dice ancora Gola – le banche ad oggi sono piene di liquidità, ma le aziende non ne vedono le ricadute. I criteri su cui decidono se concedere o meno i finanziamenti sono molto rigidi, legati al rating».

Uno degli scogli principali, per aziende delle dimensioni di Agmin, è quello della patrimonializzazione. «Ma i contratti non li guardano nemmeno, che l’appalto venga direttamente dall’Onu per alcuni funzionari di banca non fa differenza – aggiunge – È un problema culturale». Alla fine, in un modo o nell’altro, Agmin ce la farà. Ne è convinto l’ingegner Gola. «Ma è quasi più difficile partire, che essere stati capaci di vincere questa gara battendo tutte le società del mondo», sospira. L’appalto è diviso tra Agmin e un’altra società francese: chissà se oltralpe hanno gli stessi problemi con le banche. Probabilmente no.

22 settembre 2015

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2015/22-settembre-2015/azienda-vince-maxi-bando-onu-ma-banche-non-si-fidano-2301952850268.shtml

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