ognuno la vede a modo suo

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siamo da Platti,in corso Vittorio angolo corso re Umberto a Torino,

stucchi dorati,cristalli e specchi

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Pier Giuseppe mi chiede se qui si sarà fatto uno spuntino anche Cavour. Non lo so,il locale prese il nome dei proprietari del 1870 ma già prima c’era una liquoreria…è a due passi dal D’Azeglio il vecchio liceo dove studiò mio padre che ci veniva con gli amici della Juve un centinaio di anni fa.

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La mia premessa è la seguente,una sera passeggiavo a Casale Monferrato quando buttai l’occhio in una vetrina su di un libro sugli Impressionisti,lo comprai e lo lessi con avidità e di lì ho conservato il desiderio non solo di continuare a imbrattare tele o disegnare come avevo in parte imparato a fare quand’ero ragazzino ma pure di studiare un pò la storia dell’arte che secondo me era utile per rinfrescare certe nozioni di geografia,di economia e di storia che secondo l’età ognuno di noi può non avere mai studiato come pure sì ma in parte pure avere dimenticato.

Oggi con gli occhi addosso ad un altro libro leggo che il fenomeno degli Impressionisti è stabilmente entrato nell’immaginario collettivo,è divenuto un elemento che accomuna il gusto e il pensiero di gran parte della popolazione del pianeta.

Ne fa prova l’affluenza estremamente elevata registrata da tutte le mostre loro dedicate,siano esse ricche di capolavori o con opere minori,in grandi località o persino in piccoli centri difficilmente raggiungibili.

Gli impressionisti occupano stabilmente le prime posizioni nelle classifiche sulle mostre più visitate al mondo tallonati da ben pochi altri artisti quali Caravaggio,Picasso,Matisse o i vedutisti veneziani del XVIII secolo.

Idem come sopra per le vendite di biografie,monografie,saggi critici,volumi illustrati e stampe.

Se avete questa premessa in testa e volete organizzare una mostra avrete successo.

Quando ebbi modo di confrontarmi la prima volta con la Guggenheim di Vercelli spinto da un amico gli dissi che non mi interessava molto e non per superbia ma perchè ero ancora preso da altre letture e da altri artisti precedenti a quelli di queste collezioni e non mi sentivo preparato ad affrontarla.

Poi ci andammo insieme ma i miei occhi non erano ancora abituati a vedere quello che era successo negli anni del 1900 essendo ancora impegnati a ricercare su quanto non conoscevo di importante del secolo anteriore.

Se fai l’impiegato hai poco tempo a disposizione anche mentalmente per liberarti di una qualche catena che ti lega alla macina ogni minuto di ogni giorno,ma se lavori in proprio qualche straccio di momento libero puoi decidere di prenderlo anche mentre lavori a Parigi o da altre parti.

A me successe tale e quale per potere finalmente accedere a certi musei che in dieci visite di lavoro in una città non avevo mai sfiorato,finivi la giornata ad orari impossibili e dopo una cena anche noiosa ti tiravi sul letto stanco morto.

Da indipendente forse non guadagni una lira… ma la puoi spendere,da impiegato invece guadagni poco e quel poco sei costretto anche a risparmiarlo perchè non riesci mai a staccare.

Per esempio durante una missione di lavoro che ti porti fuori ditta in un paese straniero. 

Evitate di fare i venditori all’estero sotto un padrone.

Potrete praticare mille lingue straniere,stare in hotels decenti,atterrare in posti meravigliosi,assaggiare specialità gastronomiche di ogni paese,ma avrete sempre un cliente ritardatario che vi romperà le balle sul più bello,e non dimenticate che è durissimo conciliare questo tipo di lavoro con chi vi aspetta a casa.

Da quasi pensionato,almeno,dopo avere letto e visto di come gli impressionisti presentavano la Francia ed altri posti belli sulle loro tele, mi venne anche il desiderio di fare uguale per turismo e visitare i luoghi dove esercitarono.

Posso dire sino ad oggi che concordo con le loro scelte.

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Siamo andati a Torino a visitare la mostra di Monet alla Galleria d’arte moderna.

Raccontavo che ognuno ha i suoi gusti,ed io preferisco mangiare meno e spendere un qualcosa in più pur di stare in un locale che sia pulito sotto l’aspetto dell’igiene,ed infatti siamo andati a farci due panini da Platti che è un locale del 1870 rinnovato e tenuto al giusto livello come merita. La mostra è quello che è ma il quadro esposto che mi è piaciuto di più è un piccolo paesaggio di Pissarro fatto a Louveciennes,i Monet esposti sono molto belli ma non tutti eccezionali secondo il mio punto di vista e se basta il nome il pubblico è servito.

Certo,mi ha fatto piacere vedere l’affollamento alle 4 del pomeriggio di un giorno feriale a due giorni dalla chiusura e mi dicono che sia stato sempre così quando non meglio a livello di densità di visitatori,mentre per quanto concerne la selezione delle opere ognuno la vede secondo il proprio occhio.

Tantissime non lo erano ma neppure poche,alcune pregevoli senza dubbio,altre così così,ma un museo (il d’Orsay di Parigi) che faccia girare quadri di sua proprietà in giro per il mondo non si priva dei pezzi più pregiati per ingrassare gli altri musei.

E’ abbastanza naturale.

Il grande pubblico se ne va contento ed è quello che paga il biglietto.

Gli organizzatori si fregano le mani perchè non credo ci abbiano perduto nell’investimento e questo è l’importante.

Fotografie non se ne possono fare ma d’altro canto gli stessi quadri sono oramai tutti su internet da secoli.

Un bel cenno critico con fotografie è  su:

http://mariapaolaforlani.blogspot.it/2015/11/monet.html

L’organizzazione non ha fatto stampare niente da lasciare in ricordo ai visitatori in omaggio come ha fatto Braglia a Lugano,ma questi è un privato che fa girare i propri soldi non un ente pubblico.

Il turista infrasettimanale è di preferenza il pensionato o la classe scolastica di giovani ed entrambe le categorie sono quelle più esposte al far pipì.

Ti aspetti dunque che in un edificio che ospita una mostra di pittura di alto livello ci siano toilettes che restano pulite dopo tante visite ma purtroppo in Italia non sempre è così,anzi.

Gli organizzatori pensano a fare cassetta e fanno bene ma i giovanissimi e gli anziani anche se per entrare godono di biglietto ridotto non devono però farsela addosso.Le toilettes pulite c’erano ma in un’altra ala dell’edificio dove è situata la collezione permanente,in vero poco visitata in nostra presenza.Per vederla dovevi sborsare un piccolo extra.E noi ci siamo stati.Le foto le pubblichiamo in un altro post.

 

 

 

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