ho sete d’acqua non di petrolio

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Raffineria in Texas (AP Photo)

 

Anno del ninho o meno manca l’acqua e abbonda il petrolio,da una parte c’è siccità e che io sappia non ci possiamo fare nulla e dall’altra invece c’è penuria di domanda,le cose vanno come vanno,fa caldo e i consumi sono rimasti indietro per una e mille ragioni.

In questo caso però si potrebbe far qualcosa del tipo di dargli un taglio all’estrazione ma si vede che i paesi produttori non hanno ancora fame a tal punto dal decidere di mettersi d’accordo.

Nel caso dell’acqua mi comprerei delle azioni di Nestlè perchè la domanda di acque minerali aumenterà possibilmente con tutti i nuovi arrivi di migranti e la multinazionale di Vevey è tra le più agguerrite al mondo in questo settore.

Per il petrolio c’è guerra non dichiarata tra Iran e Arabia Saudita come se fosse quella dei Trent’anni tra protestanti e cattolici,i primi sono sciiti e gli altri sono sunniti e non pare vadano d’accordo in nulla salvo desiderare il proprio predominio nel vicino oriente che in quanto a petrolio è importante come area.

Prima che uno dei due la spunti passeranno forse secoli e non se ne caverà nulla di buono altrettanto di quanto successe nella guerra dei trent’anni che dopo avere messo a ferro e fuoco mezza Europa compresa la nostra Valtellina,quella dei tempi dei Promessi Sposi, altro non fece che portare la peste qui e là e mettere alla fame i poveri.

Oggi crolla la BP (British Petroleum) ma le perdite operative sono minime.

Il colpo grosso è invece di come farcela ad ammortizzare i 40 miliardi di dollari di multa che la giustizia USA ha inflitto alla società per i danni creati all’ambiente con l’esplosione di una piattaforma nel golfo del Messico di vari anni fa.

Di ciò se ne parla meno che non di altri fatti perchè negli USA la giustizia è perfetta e soprattutto di parte.

La BP ha fatto infatti affari in passato anche con i russi e ciò non sta bene ed in più nonostante sia una società mista con anche interessi americani la preponderanza degli azionisti pare sia rimasta inglese.

E con ciò contiamo su T Boone Pickens e le sue predizioni.

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Interessi diretti non ne ha più in quanto quando era l’ora ha venduto tutto il suo malloppo in Texas, ed ora a 80 anni suonati può raccontarla come vuole.

Beato chi ci crede.

Io sì.

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