un viaggio in cile?

Un guanaco con la cui lana si fanno splendide coperte (ndr)

Un paradiso al sud del mondo

Viaggio alla scoperta di Torres del Paine, il più bel parco naturale della Patagonia

domenica 31/01/16 08:05 – ultimo aggiornamento: domenica 31/01/16 08:05

E’ una delle mete più ambite fra chi ama il trekking e le lunghe passeggiate in montagna e, secondo il quotidiano spagnolo El Pais, il posto migliore al mondo per chi vuole viaggiare da solo, alla scoperta di se stesso.

Le Torri del Paine (Torres del Paine), si trovano nell’estremo sud del Cile, a 120 km da Puerto Natales e più di 300 da Punta Arenas. Ogni anno il parco viene visitato da 150’000 persone, perlopiù da statunitensi ed europei, anche se negli ultimi anni si sta registrando un vero boom di turisti asiatici. Il percorso più battuto è quello della cosiddetta “W”, che può essere percorso in un minimo di 4 giorni. La varietà del paesaggio è incredibile, perché si va dalla steppa patagonica al bosco pre-andino, dai laghi di un azzurro intensissimo all’imponente ghiaccio Grey, lungo oltre 12 chilometri. Il periodo migliore per percorrere questo tracciato è in estate, da dicembre a marzo, quando la temperatura media oscilla di giorno intorno ai 16 gradi e di notte intorno ai 3 gradi. I veri “pericoli”, per chi si avventura zaino in spalla lungo il percorso, sono il vento e le piogge, che a volta possono continuare anche per diversi giorni.

 

Io ci sono stato assieme a due amici nei primi giorni di gennaio e, fortunatamente, non ha quasi mai piovuto. Durante l’ascesa al Mirador Las Torres, il punto di osservazione delle Torri, ci è toccato quello che una guida del posto ha definito senza mezzi termini come il miglior giorno dell’anno, con un cielo aperto e un sole costante. Organizzazione, pulizia e rispetto della natura sono tre requisiti di questo parco che ha sofferto nella sua recente storia dell’azione devastante dell’uomo. Al Paine basta poco per causare un disastro naturale: nel 1985, nel 2005 e poi nel 2012 tre grandi incendi provocati dall’imperizia dell’uomo (una sigaretta buttata per terra senza spegnere un mozzicone, un fuoco improvvisato in un’aerea di bosco e l’esplosione della bombola di gas di una piccola cucina da campeggio) hanno devastato migliaia di ettari del parco. Nel 2012 più di settecento vigili del fuoco provenienti anche dall’Uruguay e dalla vicina Argentina hanno impiegato due mesi per spegnere definitivamente il fuoco provocato dal turista israeliano Rotem Singer. Il governo di Tel Aviv ha dovuto contribuire per la riforestazione di parte del bosco distrutto. Da allora il Cile ha inasprito le pene, che ora possono arrivare anche a 3 anni di prigione, per chi non rispetta il divieto assoluto di accendere fuochi fuori dalle aree consentite. E’ vietato anche addentrarsi fuori dai sentieri autorizzati, bagnarsi nei laghi e nei fiumi e dar da mangiare agli animali selvatici.

L’animale più comune nel parco è il guanaco, ma si possono incontrare anche delle volpi e, più raramente, dei puma. Guardando verso il cielo non è invece difficile scorgere condor e aquile.

Se si decide di percorrere il parco nei mesi estivi, la gradita sorpresa saranno le giornate lunghissime, con l’alba alle 5 di mattina e i tramonti alle undici di sera. Il parco offre ai suoi visitatori differenti opzioni di alloggio, dai campeggi gratuiti o a pagamento, ai rifugi o anche ad un hotel 4 stelle nella base Torres. Un timore aleggia fra gli appassionati del trekking allo stato puro; che il grande successo internazionale del Parco possa essere in futuro anche la sua condanna. Il boom di turisti che arrivano da ogni angolo del Pianeta rende i sentieri particolarmente affollati nel periodo estivo; se si vuole camminare in solitaria è meglio muoversi all’alba o intraprendere il circuito lungo di dieci giorni, detto la “O”, che comprende, oltre alle tre vallate principali, anche le zone premontane dietro il massiccio principale. Il consiglio, invece, per chi si vuole disintossicare completamente dalla routine è quello di lasciare nello zaino cellulari e tablet.Dopotutto, se si decide di spingersi da lontano fino a questa straordinaria fine-del-mondo, l’ideale è dimenticarsi proprio del mondo che ci siamo lasciati alle spalle!

Emiliano Guanella

http://www.rsi.ch/news/mondo/Un-paradiso-al-sud-del-mondo-6763268.html

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