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ci vogliono di nuovo… nuove regole o ci vuole gente al vertice che sappia fare il suo mestiere?

Etruria, i beffati ora passano al contrattacco
Presentate a Grosseto le prime istanze di mediazione 101 clienti chiedono 2,4 milioni alla nuova banca
di Giovanna Mezzana

Parte dalla Maremma la carica dei risparmiatori che intendono riavere i denari investiti e persi con le obbligazioni emesse da Banca Etruria. È la carica dei 101: tanti sono. Rappresentano l’avanguardia dei 12.400 clienti rimasti con il cerino in mano – per 431 milioni di euro andati in fumo – a seguito del naufragio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa Ferrara, e CariChieti, i quattro istituti salvati da un piano costato lacrime e sangue al sistema bancario italiano.

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La novità. Grosseto, Camera di Commercio, ore 11 di mercoledì 20 gennaio. Marco Festelli, avvocato grossetano, incaricato da Confconsumatori di occuparsi a livello nazionale degli effetti della debacle Etruria, deposita un’istanza per la mediazione obbligatoria, primo passo, obbligato, per le controversie finanziarie. È il primo procedimento che dal fronte dei beffati parte contro l’istituto aretino. Punta a tutelare 101 risparmiatori grossetani; 2 milioni e 463.000 euro è il valore – bruciato – delle obbligazioni subordinate che detenevano; il 90% di loro possiede anche qualche azione, ma i legali hanno deciso di rimandare la partita (più complicata) dei titoli azionari a quando ci sarà l’esito dell’indagine penale.

La mappa dei casi. In 85 hanno comprato obbligazioni in occasione delle ultime tre emissioni di Banca Etruria, quelle di giugno-dicembre 2013, per cui l’istituto toscano sfornò titoli per 180 milioni complessivi. Quattro risparmiatori dei 101 si sono presi le subordinate nel 2010 quando Etruria fece un’emissione light. In dodici le hanno opzionate nel 2006: era l’esordio del piazzamento. Intanto Festelli sta già lavorando ad impacchettare e spedire altre richieste di tutela: per altri 30 grossetani che stanno attendendo la documentazione dalla banca; poi ci sono 25 casi di risparmiatori livornesi; 20 a Firenze; 10 a Siena; due a Lucca; 35 a Viterbo e 25 a Roma. E questa è la platea di chi si è rivolto a Confconsumatori, a cui deve essere aggiunta quella della più brandizzata Federconsumatori.

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Identikit e soldi persi. È pensionato l’80% della carica dei 101; il resto, sono imprenditori. Hanno acquistato i titoli tossici nelle filiali Etruria di Grosseto e Marina di Grosseto, dell’Amiata, e della costa: a Follonica come all’Argentario; per intercettare richieste di tutela da tutta la Maremma, Festelli – formalmente unico legale difensore – collabora con i colleghi Mario Marengo di Castel del Piano e Simone Costanzo di Orbetello. In media ciascuno di questi risparmiatori ha investito 25.000 euro: si oscilla da punte minime di 3.000 euro a una punta massima da 300.000 euro, è il caso di una famiglia di tre persone, cointestatari dei titoli tossici.

La richiesta. Entro 30 giorni la procedura per la tentata conciliazione deve concludersi: entro 15 giorni dal ricevimento della notifica da parte della Camera di commercio, la banca può contestare o tacere. Con l’istanza di mediazione, l’associazione chiede «un risarcimento – dettaglia Festelli – pari al capitale investito» e cioè 2 milioni e 463.000 euro «più i frutti non goduti dell’investimento dal novembre 2015 fino alla naturale scadenza dei titoli: il 2016 o il 2018 o il 2023». Confconsumatori chiede «il risarcimento del danno da inadempimento contrattuale perché quei titoli non erano adeguati alla clientela».

«Le obbligazioni subordinate sono strumenti finanziari strutturati – dice il legale – equiparabili ai derivati», come quelli responsabili della bancarotta Lehman Brothers, che sfuggono alla conoscenza dell’investitore medio. L’associazione dei consumatori chiede che sia la nuova banca – Nuova Banca Etruria – a rispondere, secondo l’articolo 2.555 del Codice civile che riguarda il trasferimento di azienda, tant’è che alla good bank sono state messe in capo sia le attività (portafoglio-clienti e dunque conti correnti, mutui) che le passività: così è stato deciso da Banca d’Italia, e non si poteva fare altrimenti. La Nuova Etruria risponderà «se in sede di vendita dei titoli – precisa Festelli – ci sono stati errori e inadempimenti e non è stata rispettata la necessaria prudenza, perizia e diligenza previste dal Testo Unico in materia di intermediazione finanziaria». E qui si ritorna alla valutazione se quei titoli erano adeguati e appropriati a quei clienti-piccoli risparmiatori per lo più, nonché a quei moniti con cui nel 2009 la stessa Abi invitava le banche a vendere obbligazioni strutturate con parsimonia.

Il pronostico. Andrà in porto la mediazione? «Alla luce dell’incontro di lunedì scorso con Roberto Nicastro, presidente delle quattro nuove banche – valuta Festelli – credo non ci sia margine per la mediazione. Confido, piuttosto, che quando la vicenda approderà nelle aule di giustizia le quattro banche si renderanno conto del rischio reale di soccombenza e troveranno una soluzione. Noi siamo comunque pronti ad iniziare una causa tra 15-20 giorni, a meno che non arrivi prima un’offerta dalla Banca».

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http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2016/01/21/news/etruria-i-beffati-ora-passano-al-contrattacco-1.12815978

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