ma allora chi ha ragione?

 

Non è stato fatto abbastanza e la colpa non è della Commissione UE, dice Juncker  (reuters)

Il disappunto di Juncker

Presidente della Commissione UE non soddisfatto di quanto fatto per la ripartizione dei rifugiati

venerdì 15/01/16 12:51 – ultimo aggiornamento: venerdì 15/01/16 17:48

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha criticato venerdì i paesi che “non hanno mantenuto i loro impegni” nell’ambito dellaripartizione dei richiedenti l’asilo. “Non è stata la Commissione a fallire”, ha sottolineato.

Al momento 272 su 160’000 profughi sono stati effettivamente ricollocati all’interno dei confini dell’UE e gli Stati membri hanno notificato in tutto 4’237 posti disponibili rapidamente.

“Non rinuncerò”, ha proseguito Juncker durante una conferenza stampa consacrata alle sfide europee del 2016. In particolare il lussemburghese ha insistito sulla necessità di preservare la libera circolazione delle persone nello spazio Schengen, rimessa in causa dalla crisi dei migranti, mettendo l’accento sulle conseguenze economiche di una sua abolizione.

“A cosa serve avere una moneta unica se non è possibile viaggiare all’interno del continente? Uccidere Schengen significa uccidere il mercato unico”, ha concluso.

ats/ZZ

Gli arrivi via mare si sono moltiplicati nei primi giorni del 2016 (reuters)

“Pochi centri di registrazione”

Bruxelles lamenta ritardi nella realizzazione degli “hotspot” per l’identificazione dei migranti

martedì 19/01/16 13:54 – ultimo aggiornamento: martedì 19/01/16 14:31

I centri di identificazione dei migranti in Italia e in Grecia, meglio noti con il nome di hotspot, dovrebbero essere operativi tra un mese. È quanto auspicaBruxelles che teme, in caso di ritardi, tensioni sulla gestione dei richiedenti l’asilo. Nelle ultime settimane, infatti, da più parti in Europa giungono segnali poco rassicuranti sul futuro degli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone.

Un appello in tal senso è giunto anche dal premier sloveno Miroslav Cerarsecondo il quale: “Il tempo stringe e i paesi dell’UE devono onorare i loro impegni”. In media si stima siano 3’000 i profughi che ogni giorno entrano nel paese dell’ex Iugoslavia e diretti a nord.

Lo scorso mese di settembre i 28 paesi membri dell’UE erano giunti a un’intesa sulla ripartizione, nell’arco di due anni, di 160’000 rifugiati. Un risultato che sembra difficile da raggiungere in seguito a due problemi di fondo: la poca disponibilità generale di accogliere persone e la mancanza di coordinazione a livello europeo delle procedure di registrazione.

Le cifre della migrazione

Nei primi 18 giorni del 2016 sono giunti via mare in Grecia 31’244 migranti; un numero pari a 21 volte gli arrivi dell’intero mese di gennaio dello scorso anno. Questa cifra, stimata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, suggerisce che: “Gli arrivi marittimi in Grecia nell’anno appena iniziato possano superare in modo significativo gli 853’650 del 2015”.

RG/ats/mrj

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