hovercraft

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Per capire in che modo la Gran Bretagna si distingua dal Giappone provai anche questa,anzi la provammo perchè eravamo in due.Il mio amico professor David ed il sottoscritto tornavano da Hull ai primi di gennaio verso l’Italia dove entrambi dovevamo andare a scuola,lui come insegnante a quella inglese di Vercelli,ed io all’Università.

Le spese vive le dividevamo per due,ne avevamo in tasca più o meno alla stessa maniera,e ci fu senz’altro entusiasmo nell’abbordare un hovercraft che prometteva la traversata della Manica in mezz’ora circa e che era l’ultimo ritrovato della tecnica dei tempi.

Il record di questo bestione nell’attraversamento fu ai tempi di 22 minuti,da Dover a Calais o viceversa non ricordo,ma non ebbe quel gran successo visto che solo 2 esemplari erano in servizio nel 1969 quando l’editore scattò la foto in alto e in basso prima della partenza verso la Francia.

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I traghetti tradizionali caricavano più passeggeri e più automezzi e poi vennero i catamarani veloci ed infine il tunnel sotto la Manica.Costava forse giusto di più il biglietto ma caricando solo 52 auto ed i loro passeggeri l’esito economico era già stato scritto.I due hovercraft erano dedicati uno alla Principessa Margaret e l’altro ad Anna.

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L’hovercraft aveva di bello che non necessitava di un molo per l’attracco,il cuscino d’aria lo teneva sollevato da terra e gli permetteva di posteggiare anche sulla sabbia.

Riguardo le prestazioni posso solo ricordare di come a metà della traversata il nostro ebbe un guasto tecnico,nulla di grave,ma dovette fermarsi e forse c’era anche della foschia per cui c’era da temere di essere investititi da qualche vascello che non avesse gli occhi al radar e soprattutto faceva un freddo cane.

La Manica è sempre stata trafficata come un’autostrada.Per farla breve saremmo stati fermi un’oretta prima di ripartire stando seduti con quel dolce dondolio che può essere rappresentato da un mare di gennaio.Il vantaggio tecnico se ne era andato in fumo e penso che come sentì riavviare i motori tirai un sospiro di sollievo.

Tra l’altro era un accidenti rumoroso con tutti quei motori,e soprattutto per certe destinazioni dove c’era da risalire fiumi,la gente a terra riteneva il rumore dell’Hovercraft insopportabile.

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Era geniale ma nonostante le modifiche durò in servizio solo sino al 2000 sulla Manica ed oggi compie solo più un breve tragitto per arrivare all’isola di Wight che tra l’altro per via della marea che si ritira lasciando sabbia per mezzo miglio ben si adatta ad un battello che non necessiti di un porto e di un molo.

Volevo spiegare che difficilmente una ditta giapponese si sarebbe fidata di mettere in servizio un qualcosa di cui i tecnici non fossero sicuri,o almeno così appare dalla pubblicità.I nostri,senza offendere nessuno,ci fecero provare l’ebbrezza anche del guasto e per fortuna che eravamo posteggiati sull’acqua e non in aria di dove calando avremmo potuto anche farci male.

Chi vuole sapere tutta la verità o quasi la trova su:

What happened to passenger hovercraft?

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