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gendarme martin… 6a e penultima puntata

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L’altro giorno una signora per la solita curiosità di donna mi chiede …ma lei perchè non si è mai sposato?…ed io rifletto un momento e le rispondo …vuole la verità?..non lo so…poi un altro attimo ed aggiungo…però ho convissuto anch’io come si usa fare oggi ,non me lo ricordavo più,certo,sino a quando non abbiamo litigato.

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L’onestà intellettuale di Enzo Biagi ammetto di non essere minimamente in grado di discuterla ma la trappola delle interviste fatte oggi su eventi storici successi trenta o quarantanni fa quella sì non mi convince. 

E’ come per la serie dei miei matrimoni mancati di quando avevo l’età per farlo.Cosa vuole che mi ricordi della testa che potevo avere per fare una stronzata dietro l’altra coinvolgendo la vita di altre persone.

Non dovrei chiedere oggi che idea avevate di me ai bei tempi del tipo se mi vedete al presente più stupido di quanto non lo fossi ieri, o viceversa,non vi pare?

Questo preambolo lo tiro fuori per non cascare tutti a bere con l’imbuto quanto racconta un personaggio che fu importante ai tempi di Petain e si fece anche molti anni di galera per collaborazionismo il quale viene intervistato da Biagi e ne commentiamo insieme appena dopo.

E altrettanto lo si potrebbe dire di tante altre interviste che contemplino dei fatti che oramai caldi non lo sono più.

La cronaca resta cronaca,mentre il commento è studiato a tavolino e quindi la versione attuale che ascoltiamo è stata rimuginata da anni di galera in questo caso, ma è comunque interessante leggerla.Per chi piace.

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Secondo la sua opinione al momento di raccontare l’esperienza che gli è toccata questo signore afferma che un regime autoritario non dovrebbe mai cadere nella tentazione di ricorrere alle armi,una democrazia invece può farlo, perchè è appoggiata o ritiene di esserlo dalla volontà dei cittadini,ma ad una dittatura ciò non è concesso.

Gioca a lascia o raddoppia e generalmente perde.

Se quanto sopra fosse vero dovremmo vederlo all’opera anche in Siria oggi, ma dopo 4 anni di guerra fratricida non si è ancora visto un bel niente salvo una miriade di morti e la guerra continua così come resiste il regime ed i dubbi che ne seguono..

Lo stesso capitava sotto alle monarchie assolute quando il consenso popolare non faceva parte dello schema e il re vittorioso o sconfitto che ben fosse, non perdeva affatto il posto.

Si vede dunque che chi fa la voce grossa ottiene tanto seguito altrettanto di una democrazia oppure che gli oppositori pacifisti se ne sono per tempo andati tutti dal paese in un qualche campo profughi.

Sono rimasti in patria solo quelli della stessa forza e dello spessore morale e culturale del regime cui aderiscono.

In quanto a ricordare la Germania pre-hitleriana ed il caos che esisteva durante il periodo della Repubblica di Weimar quando erano bombe, attentati ed insurrezioni di stampo interclassista una via al seguito dell’altra ed al fatto che i tedeschi hanno sempre trovato la giustificazione ai loro misfatti del periodo nazista affermando che il regime distribuiva carcere e botte agli oppositori in maniera sproporzionata a quante ne prendesse, potrei solo aggiungere che si guadagnava così l’apprezzamento di chi cercava la tranquillità sociale mi viene da pensare,ma una pace interna imposta con la violenza non nasce dall’armonia tra i suoi cittadini.

E quando l’armonia non c’è metti favorevoli e contrari in uniforme e li spedisci tutti al fronte.

A sentire dire che i tedeschi non erano hitleriani può venire dunque più che un dubbio,ma l’intervistato citato da Biagi lo scioglie spiegando che a suo modo di vedere non si mobilita un popolo intero se non si è d’accordo col regime quasi tutti o se si pensa anzi che sia marcio.

A bocce ferme e coi risultati in mano non può ignorarsi che la Germania possa apparire come a un paese di tirchioni e di schiavisti,altrimenti perchè anche uccidere oltre a rubare o spremerti come un limone come facevano coi lavoratori forzati stranieri?

Un morto certo non costa più a colui che gli distribuiva il pranzo ma non è neppure più utile quando non consuma e l’industria deve girare.

E’ quindi altamente probabile che la sistematica uccisione degli ebrei europei abbia fatto recedere il continente sotto il profilo economico,ricostruzione a parte,così come i pogròm russi hanno contribuito al benessere delle Americhe già che là trovavano almeno quella libertà di iniziativa che agli ebrei non era concessa in patria e che venne ripetuta dalle leggi razziali che iniziavano col privarti del posto di lavoro.

D’altro canto se vuoi sfoltire tagliando la testa a certi ceti borghesi che si danno da fare resti con poco.

Gli ebrei risultano quindi essere stati sfruttati e pagati di una mala moneta contro le loro capacità lavorative e buttati fuori come successe in Spagna nel 1492 o uccisi come dai nazisti in epoca recente e tanti altri casi del nord-Africa,ma dato che il conto lo devi poi pagare i risultati spagnoli successivi e quanto altro sono a disposizione della storia e del portafoglio di tutti.

Coloro che si sono salvati se ne sono andati perlopiù in paesi meno ostili e Bob Dylan è nato appunto da una famiglia ebrea ucraina che se andò da Odessa dopo un pogròm.

Lo cito perchè ne vale la pena saperlo.

Lascia pure da parte la stampa imbrigliata ma quello del marciume,citato innanzi, pare piuttosto al ritratto dell’Italia fascista che entrò in guerra senza alcun entusiasmo salvo quello del Duce e di quattro tirapiedi e lo dimostrò inconfutabilmente sul campo di battaglia con l’eccezione degli atti di eroismo che non mancano mai.

Idem credo per il popolo francese che essendo governato al nostro opposto da un regime democratico dimostrava comunque seri dubbi di volere aiutare una Polonia retta da un governo autoritario.

I francesi come gli italiani d’altro canto sono due popoli che contano sullo stipendio a fine mese,sulla qualità della vita di tutti i giorni,l’aperitivo e le vacanze,i quali non sono motivi sufficienti per farsi ammazzare,mentre il popolo tedesco aspirava all’ordine interno che è una virtù civile ed aveva ereditato dal Kaiser quel senso di disciplina da stato assoluto e le ambizioni esagerate per quanto erano e sono stati capaci in seguito di realizzare.

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Seguendo l’intervista chi ha dunque vinto la guerra alla fine è stata la Russia, afferma il personaggio che conversa con Biagi,infatti pur passando sopra a qualità e difetti che riflettono nel popolo il modello di persone che le governa, si trovò nella situazione che se non batteva i tedeschi Hitler li avrebbe ridotti tutti in schiavitù o peggio.

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Ubraye – Alpi di alta Provenza (2 foto)

ll gendarme Martin dopo essersi occupato di emettere dei documenti che permettessero alla famiglia Moussafir di sentirsi più tranquilla si occupa anche di trovargli casa in un’abitazione un po’ isolata di Annot e tutto procede bene sino al febbraio del ’44 quando un collaborazionista denuncia ai nazisti che in paese ci vivono nascosti una ventina di ebrei.

Martin informa gli ebrei dei quali è a conoscenza del pericolo imminente ed il panettiere del villaggio si mette a disposizione con l’auto per portare i Moussafir in un angolo sperduto e senza luce a 14 km dal villaggio,a Ubraye.

Annot è a 700 metri di altitudine ed è una zona circondata di boschi,Ubraye a circa 1000 e aveva un solo telefono dal 1934 e l’elettricità arrivò poi nel 1958.

I due nonni anziani,Isaac e Lea,hanno difficoltà ad affrontare spostamenti e restano nascosti ad Annot in un appartamento senza finestre allo stile di quello di Anna Frank che non era identificabile dal di fuori ed è stato messo a disposizione sempre dal generoso gendarme Andrè Martin.

Una quindicina di giorni dopo la postina di Annot con cui erano in contatto a Ubraye avvisa che i tedeschi stanno per salire al villaggio e allora tagliano la corda anche da Ubraye si fanno 14 km a piedi al buio per rientrare a notte fonda ad Annot nella casa che faceva funzione di gendarmeria dove i Martin marito e moglie Elisabeth accolgono la famiglia con una cena calda a base di sivè di cinghiale e torta o alle susine o alle prugne,sulla torta discrepano i ricordi tra i due fratelli Moussafir,e poi con i Dormon si ritrovano tutti nello stesso appartamento seminascosto dove alloggiavano già i nonni.

La bimba dei Martin di nove anni,Liliane,fa la staffetta tutti i giorni con il cibo.

Poi non appena passato il pericolo più grave quando i tedeschi si ritirano a fondo valle,le due famiglie si dividono già che la coabitazione tra otto persone diventava complicata e Andrè Martin si occupa personalmente di aiutarli a far trasloco nuovamente nell’appartamento isolato abitato in precedenza,mentre i due ragazzi Jean e Claude di 18 e 16 anni rispettivamente si arrischiano di nuovo a uscire.

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Un bello spavento lo prese il minore Claude il quale andando a spasso un giorno per i monti si accorge che sta per pestare un nido di vipere e quasi contemporaneamente ode uno sparo.

E’ un partigiano che viene colpito.

Guardando verso il basso vede un capannello di persone e un uomo con il binocolo puntato su di lui.

Non perde il sangue freddo e non scappa. Continua a scendere a passi lenti verso il villaggio,resiste alla tentazione di correre per non farsi notare,e al bivio di ingresso del sentiero nel paese vede un corpo esanime tirato sulla strada e il crocchio di persone ma passa tranquillo in mezzo a loro senza fermarsi con l’incoscienza di un qualsiasi ragazzino di sedici anni,passa il gruppo che l’ignora e ciò gli permette di entrare in paese e sfuggire ai miliziani che si trovavano in paese e comandavano quel giorno.

Neppure il gendarme Martin che era nello stesso gruppo se ne accorgerà di averlo visto passare.

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Merci…Grazie…Thank You…Gracias

All’ultima puntata!

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