169 giorni di vacanza…19a puntata

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costui non è certo lo zio Oreste…

 che non ha mai un momento di tranquillità.

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Divagando…sulle citazioni anteriori dello zio Oreste riguardo il cambio di valuta e le fregature…mi viene da dire che “Patacca” in italiano può suonare così. E’ il termine con il quale venivano indicate diverse monete, in genere grosse, pesanti e di scarso valore. In tali monete, in particolare, la percentuale d’argento della lega che le costituiva era molto bassa, pur in presenza di peso e dimensioni complessive notevoli: in tal modo, la moneta aveva un valore indicato maggiore di quello effettivo. Di qui l’uso in italiano del termine “patacca” per indicare qualcosa che vale meno di quello che sembra.

 

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Un biglietto da cinque “patacas ” di Macao

Il nome “pataca” deriva da una moneta in precedenza molto popolare in Asia, il peso messicano, conosciuto nel portoghese europeo come pataca mexicana. La pataca era anche usata nel Timor portoghese, ora Timor Est, fino al 1957 quando fu sostituita dall’escudo. Tuttavia gli abitanti di Hong Kong e di Macao parlano della pataca come della “moneta portoghese”,probabilmente perché Macao è stata nel passato una colonia portoghese.

La pataca fu introdotta nel 1894 come unità di conto. Era inizialmente equivalente al peso messicano, al dollaro spagnolo ed al dollaro di Hong Kong. Il Banco Nacional Ultramarino iniziò ad emettere banconote nel 1906.

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imagespresident grantil “President Grant” da un’antica cartolina

di quando faceva servizio tra Hong Kong-Shanghai e gli USA

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American Mail Line                                        Sabato 3 Marzo 1934 ore 15

Japan-China-Philippines Round The World                                  da bordo del President Grant

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Carissimi,

siamo partiti ieri sera a 1/2 notte da Hong Kong ed ora stiamo navigando in pieno mar della China con una giornata grigia come furono tutte le precedenti da un mese in qua : il mare è così così,e Maria ha potuto scendere a colazione coll’aiuto dell’infallibile “Vasano” ed ora si è sdraiata a letto.Stiamo peraltro bene entrambi e solo sentiamo l’avanzarsi dell’inverno che per voi sta per finire: a Hong Kong infatti avevamo freddo in questi ultimi giorni e più ne avremo d’ora innanzi.Per fortuna troveremo gli alberghi e i restaurants riscaldati da Shanghai in su,come pure è riscaldato questo vapore americano pieno di gente esotica,ma grande pulito e abbastanza confortevole.

La cucina- a giudicare dal primo pasto- non è famosa,ma ci si adatta e abbiamo trovato di peggio.

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auguri di Natale di altri tempi da Hong Kong

A Hong Kong-pur col tempo piovoso e freddo- abbiamo passato 9 giorni deliziosi : è una città molto carina e piena di movimento dato dalla quantità di vapori che vanno e vengono ogni giorno e dalla mole degli affari che fanno capo qui.Ho letto in una bellissima pubblicazione giapponese (che ho potuto procurarmi e che porterò a Torino) che in questi ultimi anni la media annuale della cifra del commercio d’importazione ed esportazione di Hong Kong è stata di 165 milioni di sterline: non c’è male!

Infatti c’è molto benessere e ci si sta veramente bene: noi abbiamo avuto anche la fortuna di fare molte conoscenze e se avessimo dato loro ascolto non saremmo più venuti via.

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Maria ha fatto un giorno un volo di una ventina di minuti pilotata da un bravissimo aviatore inglese che le ha fatto fare ogni sorta di acrobazie -il looping compreso- dopo averla solidamente legata al seggiolino con robustissime cinghie di cuoio.Essa salì impavida come se niente fosse,e tale rimase mentre l’altro si divertiva a farle provare ogni sorta di emozioni,che,più di lei provavo io mentre da terra guardavo col naso all’insù.Scesa lei voleva che mi mettessi io,ma me ne astenni….per prudenza ed anche perché faceva un freddo birbone.

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Canton è divenuta di nome poi Guangzhou

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Siamo andati un giorno a Macao ed uno a Canton,accolti,sempre da una pioggia torrenziale,specialmente a Canton.Macao è un’isoletta (ma oggi è penisola ndr) abitata da cinesi e da portoghesi,dall’aspetto di una delle tante nostre cittadine della riviera ligure: è una colonia portoghese da vari secoli ed i portoghesi hanno in mano tutto il commercio d’esportazione e le Banche.Il direttore di una banca infatti ha messo a nostra disposizione la sua bellissima “Fiat” ed in meno di due ore abbiamo girato tutta l’isola che sarebbe carina vista col sole. Ci siamo andati in 4 ore di mare da Hong Kong con altrettante di ritorno: viaggio anche questo che deve essere meraviglioso fatto col bel tempo,ma un po’ barboso fatto chiusi in una cabina perché fuori diluviava.

E’ tutto un labirinto di isole a perdita d’occhio,una più graziosa dell’altra : il vapore che ci portava era anglo-cinese ed io notai che alla partenza da Hong Kong tutti i cinesi che salivano a bordo erano perquisiti fin sotto il cappello e che sul vapore c’erano tanto di gendarmi armati.Ne chiesi la ragione al mio amico banchiere portoghese che era con noi,ed egli tranquillamente mi rispose:”sometimes muchos piratas” (di quando in quando molti pirati!).

Alla larga!

Col nome di Macao ai miei tempi si chiamava il giuoco che oggi più elegantemente è detto “baccarat” ed io sapevo che a Macao si giuoca e credevo di trovarvi “cultivado” detto giuoco,ed invece il mio amico mi disse che non solo “non è cultivado” ma non è neppure conosciuto,e per provarmelo mi ha condotto per pochi minuti in due cosiddetti “casinos” due luridissimi antri pieni di cinesi d’ambo i sessi che giuocavano ai giuochi più inverosimili anche delle somme forti.

I cinesi sono giuocatori arrabbiati e anche per la strada si vedono frequentemente crocchi di giuocatori.

Il Portogallo,piccolissimo paese ha delle colonie ricche,grandissime e un po’ dappertutto : una volta possedeva il meglio dell’oriente ed ora qui non gli resta che Macao,con tanto di Governatore e soldati portoghesi.

Ma ha posseduto tutte le attuali straricche Indie Olandesi,l’isola di Ceylon e parte dell’India inglese e ciò poco più di un secolo e mezzo fa.Certo deve avere avuto degli uomini meravigliosi e pieni di coraggio : basta pensare a quel tal Vasco da Gama che più di 700 anni or sono ha avuto il fegato di venire da queste parti colle barchette di allora e con un pugno di uomini,e a quei tempi non c’erano i porti,i fari,le boe luminose per segnare gli scogli i bassi fondali e i passaggi pericolosi,e per venire in oriente ha dovuto circumnavigare tutta l’Africa impiegando mesi e mesi di navigazione a vela quando c’era il vento,incontrando Dio solo sa quali burrasche,che oggidì si possono scansare perché sono sparse qua e là delle stazioni di osservazione che mediante la radio segnalano ai vapori l’approssimarsi e la direzione dei tifoni.

E dopo Vasco da Gama,hanno avuto Magellano e credo anche il benemerito Pigafetta che alcuni di noi hanno conosciuto.Come vedete viaggiando il pupo si è erudito ! e viaggiando si constata con dispiacere quanto poco conta l’Italia.

(ci permettiamo,bontà di zio Oreste,di segnalare che Magellano era sì un portoghese ma al servizio dei re spagnoli e che Pigafetta che pare sia nato a Vicenza era il suo secondo nel 1520 circa.ndr).

Mussolini tutti lo conoscono e di lui tutti vi chiedono come sanno che siete italiani : ma tutto finisce lì.

E mentre trovate dappertutto a iosa prodotti inglesi,americani,giapponesi e francesi,di prodotti italiani non trovate che qualche Fiat (una contro 500 macchine americane) vermouth di tutte le marche e la gorgonzola,sulla quale più di una volta ci siamo buttati a capofitto per sfamarci.

A proposito di Fiat,a Singapore ci ha fatto un’accoglienza magnifica e cordialissima (prego Alfredo-il fratello-di dirlo a Miss Jack salutandola per me) quel tal Marchi…s di Torino che è nostro Console a Singapore e che controlla il lavoro della Fiat in tutta l’Asia: ha una posizione di prim’ordine ed è un vero simpaticone,felice di potere parlare piemontese con me e di poter infiorare il suo discorso di tutti i  “cuntacc” * e di tutte le altre imprecazioni caratteristiche del nostro bell’idioma,come -non so se ve l’ho detto-non meno felice è stata quella sarta di Sourabaja (Giava) nata e venuta colà otto anni or sono da Torino-che a sentirmi parlare piemontese si è messa a piangere!

Segue %

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La lettera è lunga pagine,per cui mi prendo un attimo di sosta prima di scrivervi la descrizione di Canton.

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nota *: cuntacc ! caspita…

Curiosità del giorno – Lamborghini, tori e motori.

La tradizione dei motori Lamborghini nominati con nomi provenienti dal mondo dei tori ha però un’eccezione. Si tratta di un’eccezione riferita a una dei modelli più famosi in assoluto, la Lamborghini Countach. A differenza di quanto si pensi Countach non è una parola di origine anglosassone. Countach deriva dall’esclamazione dialettale piemontese “cuntàcc”. Pronunciata “cuntacc”, con la c finale di cielo,l’espressione significa “caspita, accidenti, perbacco”. Secondo i racconti sembra che tale espressione sia stata pronunciata dall’imprenditore Nuccio Bertone,piemontese, attivo nel campo delle carrozzerie automobilistiche, quando vide i prototipi finiti di casa Lamborghini.

 

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