gatti a caresanablot

dicembre 7, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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http://www.expofeline.com/casale/

http://www.vercellifiere.it/

aurelio nigro

dicembre 6, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Una volta mi venne il ghiribizzo di chiedere ad Aurelio Nigro di farmi un quadro di argomento ebraico.Non si rifiutò.Andai sul web a cercare un qualcosa di anonimo non da copiare ma da interpretare,e questo è il risultato.Lo costruì attorno ad un panorama monferrino di colline e con un lume di chanukkà a 9 bracci.

L’ho tirato fuori oggi per dimostrare le qualità che nasconde questo pittore che sembra solo vincolato alla pittura di paesaggio.Secondo me non è solo così, se pur il suo pubblico e la critica lo preferiscono visto in questo modo.

Già che sta esponendo al Bar Borsa di Vercelli ne ho approfittato per farvelo conoscere sotto un’altra chiave.(ndr)

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Aurelio Nigro

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OPERE RECENTI DEL PITTORE AURELIO NIGRO IN MOSTRA FINO AL 31 DICEMBRE PRESSO IL BAR BORSA A VERCELLI.

Aurelio Nigro, uno degli artisti più rappresentativi del panorama artistico vercellese. seguendo la sua ispirazione, si cimenta nel difficile compito di descrivere il reale attraverso la luce che scaturisce da una pittura intensa, ma nonostante tutto leggera e a volte evanescente, interpretando e trasfigurando il dato oggettivo e realizzando una sintesi felice, sottilmente allusiva e convincente delle sue sensazioni.

Da non perdere l’occasione di sorseggiare un caffè in pieno centro città ammirando le opere di Aurelio Nigro, artista affermato ma non appagato, sempre alla ricerca di nuovi stimoli creativi e di nuovi spunti di ispirazione per portare avanti un discorso artistico in continua evoluzione.

Al centro della ricerca pittorica del pittore c’è la natura e il paesaggio, interpretati e rivisitati dalla sensibilità dell’artista che riesce a cogliere aspetti e sfumature assolutamente inusuali e a coinvolgere l’osservatore in un grande trasporto emozionale.

Le prospettive di Aurelio Nigro si espandono oltre i confini della semplice descrizione: i suoi panorami, i suoi scorci, persino i suoi delicati cammei non paiono avere vincoli spaziali. La stesura del colore coinvolge l’osservatore nell’emozione che l’artista vuole comunicare: la tranquilla pennellata frutto della riflessione e della pacata narrazione, diventa rapida e corposa sferzata di colore nell’incalzare della frenesia di dipingere, fino all’impressione materica della sostanza cromatica a soddisfare l’ansia creativa dell’artista, servendosi degli effetti suggestivi della luce per trasfigurare poeticamente la realtà, con un disegno appena accennato e una luminosità soffusa, che infonde una atmosfera silenziosa e meditativa, sospesa nell’attesa, con le finestre cieche delle casupole appena definite dal colore e l’esplorazione di anfratti bui e dimenticati dove il sole non riesce ad arrivare.

Quale sia lo stato d’animo che Aurelio Nigro trasmette nelle sue opere non è facile a dirsi talmente ricca e complessa appare la sua personalità artistica. Al centro della sua poetica certamente la ricerca di una pace interiore che si può ottenere, di una natura incontaminata che bisogna salvaguardare, di tradizioni che meritano di essere conservate, di una felicità che possiamo raggiungere.

Una sottile malinconia a volte pare insinuarsi nel tessuto dell’opera: In cosa confida allora l’artista per raggiungere la sua agognata serenità? Nell’uomo certamente con il frutto del suo lavoro, e nel sentimento di fede, che si diffonde dall’alto dei campanili attorno a cui si stringono i borghi della memoria dell’artista.

La mostra è visitabile presso il Bar Borsa di via Duchessa Jolanda a Vercelli dal 3 al 31 dicembre.

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Foto ed articolo a cura di Michele Catalano

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l’italiano all’estero

dicembre 6, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Fare un’analisi del voto referendario non è alla mia portata ma qualche osservazione sì la posso fare,e direi che almeno per il mio precedente curriculum professionale di venditore estero e pure di emigrante ho quasi sempre notato che l’italiano trovato fuori dei confini nazionali è una persona differente di quella che hai lasciato a casa.

Come passano la frontiera cambia anche la mentalità.

E a questo punto dopo avere sentito come nelle isole il No ha preso una botta di voti devo pure rimarcare che l’Alto Adige (Bolzano è fuori per 99 voti) che è di lingua tedesca è non solo per il SI ma è addirittura la provincia italiana maggiormente favorevole ed altrettanto emerge il risultato di Milano che senza ombra di dubbio non è una città che dorme.

Cioè mi dà l’impressione che il modo di pensare dei progressisti o chiamateli coloro che guardano più in là verso la modernità se pur isolati e a sacche creano la speranza che anche il nostro paese parzialmente non si faccia rimbambire dai tanti commenti visti e sentiti sul piccolo schermo da una miriade di teste diverse.

Gli italiani residenti all’estero hanno votato e giudicato a favore del cambiamento,tutti.Col che devo supporre che fuori casa l’ambiente dove vivono che sia ben povero o ricco,moderno o tradizionale, li porta a vedere le cose sotto ad una luce differente di quella utilizzata da noialtri che restiamo sempre a casa.

Dovrebbe questo essere un motivo interessante per gli studiosi di statistica e di psicologia.

Io non ci arrivo ad interpretarlo se non che forse vivendo a casa d’altri una modifica costituzionale non viene presa come la morte di un cristiano,chissà,forse perchè sono cose che succedono dappertutto e che la gente ritiene come dentro alla normalità dei fatti quotidiani.

Tra i fatti più eclatanti del passato ricordo così  a spanne le crisi francesi in concomitanza con la guerra e la sconfitta nel sud est asiatico e la crisi di Algeria che portarono poi ad emergere al fenomeno De Gaulle per dargli un taglio alla continua instabilità dei vari governi succedutisi.Ben…ben altro che non tagliare le provincie e cambiare i rapporti stato con regioni o liberarsi del senato.

Non so se chi ha votato per il NO ritenga che la costituzione repubblicana del secondo dopo guerra sia adatta al 100% anche ai tempi nostri,forse sarà così,ma almeno per quanto mi riguarda non vorrei dovermi trovare ad adorarla come fosse un testo sacro religioso che tra l’altro è già stato oggetto di revisione ai suoi bei tempi,saprete infatti di come molti vangeli per esempio sono stati ritenuti apocrifi e scartati nel corso dei secoli,si fa per dire.

Ognuno se lo desidera può giudicare come il voto all’estero sia stato distribuito paese per paese,il web se pur con diversi orientamenti politici presenta tanti articoli di fonti differenti che tendono a fare contenti sconfitti e vincitori.

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“Bisognerà essere d’accordo nelle discussioni sugli interessi nazionali”(keystone)

“Non basta venire a sciare”

Didier Burkhalter parla alla RSI dei rapporti tutti da ricostruire col futuro Governo italiano

martedì 06/12/16 08:31 – ultimo aggiornamento: martedì 06/12/16 08:32

La diplomazia svizzera dovrà riallacciare per l’ennesima volta i rapporti con i nuovi ministri in Italia. A Didier Burkhalter dispiace perché, dopo anni difficili, ora si era in un buon momento. Le relazioni sono ottime, ha affermato, anche a livello personale con diversi ministri.

Con Paolo Gentiloni, suo omologo a Roma nel ministero degli affari esteri, si sente al telefono regolarmente. Anche ieri (lunedì), poche ore dopo l’annuncio della fine del Governo Renzi. Poi c’è Graziano Delrio, ministro dei trasporti, che nel dialogo su AlpTransit ha mostrato conoscenza e apprezzamento degli sforzi elvetici.

I nuovi ministri potranno scoprire la Svizzera

Allora dobbiamo sperare che anche nel futuro Governo italiano ci siano alcuni ministri con buone conoscenze della Confederazione? Alla RSI Didier Burkhalter risponde che ciò non è indispensabile, anzi: non basta.

“Non mi convince chi dice che conosce la Svizzera perché ci viene a sciare. E allora? Va bene conoscere le nostre piste, ma ci vuole di più.

Bisognerà essere d’accordo nelle discussioni sugli interessi nazionali, non certo sulla neve.”

Alan Crameri

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Non-basta-venire-a-sciare-8415817.html

è natale…avviso di evento

dicembre 6, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Egregi,

sono Daniela Fontanesi, vicepreside del Liceo Artistico Ambrogio Alciati di Vercelli.

Vi invio comunicato relativo all’iniziativa che vede il coinvolgimento di allievi e docenti del Liceo Artistico Ambrogio Alciati .

Domani alle ore 10,00 presso la Chiesa di San Bartolomeo a Trino si inaugura  il “PRESEPE SOLIDALE ALPINI 2016” realizzato in collaborazione tra il Liceo Artistico Ambrogio Alciati sede di Trino e Sezione Alpini di Vercelli e Trino, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Trino.
All’interno della Chiesa saranno esposti i disegni dei bambini delle scuole I.C.S Scuola Materna “Walter Ferrarotti” e della Scuola dell’Infanzia Mamma Margherita.
Un grazie alla nostra Dirigente Adriana Barone, al Parroco di Trino Jack Jancosz , un grazie a Sergio Tricerri e a tutti gli splendi alpini e all’Assessore Alessandra Pitarresi.
Questa delicata operazione denominata “E’ Natale… regala un futuro a chi ha perso il proprio passato’” e’ dedicata alle popolazioni terremotate di Norcia e Amatrice.
Quest’anno i nostri allievi, coordinati dai loro docenti hanno pensato ad un presepe dedicato alla fratellanza e alla solidarietà, grazie ad un’operazione di sensibilizzazione culturale , artistica e religiosa, dedicata alla catastrofe sismica che sta toccando il Nostro Paese e, in particolar modo, a coloro che hanno bisogno di speranza e sostegno per continuare a vivere.
All’interno della chiesa ci sarà uno spazio dedicato alla raccolta fondi, in parte già iniziata dal nostro Istituto e dagli alpini .
Poter essere utili ci fa sentire più vicini a chi ha perso tutto.

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L’evento sara’ condiviso dagli allievi del Liceo Artistico Ambrogio Alciati sede di Vercelli e da tutto l’Istituto Superiore Lagrangia che, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Vercelli, gli Alpini, la Protezione Civile di Vercelli e l’Amministrazione Comunale di Vercelli, realizzeranno un imponente Presepe che occuperà tutta la chiesa sconsacrata di San Vittore, situata nel centro storico della città, e che sarà inaugurato Venerdì 16 dicembre alle ore 11.00, e ospiterà le macerie di Norcia e i disegni della Scuola di Amatrice. 

Cordiali saluti

Prof.ssa Daniela Fontanesi

Per info

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lutto…

dicembre 5, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Claude Monet – Ritratto della moglie

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Che ti arrivi addosso per gradi o all’improvviso la morte di un congiunto è un fenomeno che ti porta o ti riporta a fare i conti con te stesso.

Il tempo per elaborarlo non è così matematico come puoi leggere su internet.Anche il dolore per separazioni,divorzi e affini è fonte di grande frustrazione.

Il passato,i complessi di colpa,la mancanza di energie,la non voglia di parlare con il prossimo,la ricerca della solitudine,la testa che va dove vuole,e infine la classica domanda..sono diventato matto?

Beh,a quello forse… uno può rispondersi che lo è sempre stato…ma non in questa maniera.

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Domenica 11 dicembre 2016, in Seminario Arcivescovile di Vercelli, si terrà la giornata di formazione sul tema: “Il processo di elaborazione del lutto”.

Le iscrizioni devono essere inoltrate all’Ufficio di pastorale della salute in Curia: ufficiosalute@arcidiocesi.vc.it.

Un’importante giornata formativa è in programma domenica 11 dicembre in seminario a Vercelli. Padre Angelo Brusco, direttore del Centro Camilliano di formazione, terrà un incontro su un tema molto difficile da affrontare e che coinvolge tutti: il processo di elaborazione del lutto.

«Lo scopo della risoluzione del lutto – spiega Livia Crozzoli Aite, psicologa, psicoterapeuta, fondatrice del Gruppo Eventi di Roma – è quello di sviluppare una nuova relazione interiore con la persona scomparsa: mantenendo vivo il ricordo attraverso il valore dei sentimenti condivisi e trovando consolazione nel fatto che si conserva dentro di sé la presenza simbolica della persona amata, dei suoi valori, delle sue consuetudini di pensiero, delle abitudini condivise e la capacità di continuare ad amarla, anche se non più presente fisicamente. Quando sopravviene una calda e amorosa interiorizzazione di chi si è perduto, subentra una nuova forma di amore maturo che sopravvive al distacco».

Alle 8.45 l’arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, introdurrà i lavori; dalle 9 alle 11.45, padre Brusco illustrerà le nove tappe del percorso emotivo compiuto da chi vive una situazione di lutto; alle 12 seguirà la messa in cattedrale.

Dopo la pausa buffet, i lavori riprenderanno alle 14 e si parlerà «di quale aiuto offrire in ogni singola tappa a chi è in lutto – spiega don Bruno Capuano (foto a sinistra), direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della salute – in modo tale che questa difficile esperienza possa trasformarsi in occasione di crescita umana e spirituale».

Agli interventi del relatore si accompagneranno lavori di gruppo e condivisione di esperienze.

Scarica il volantino: Il processo di elaborazione del lutto.

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http://www.arcidiocesi.vc.it/event/elaborazione-lutto-2016/

chi stà coi buhaioli?

dicembre 5, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Maledetti toscani!

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Pronunciata con rabbia, con spirito, con invidia, con disprezzo, con affetto, quest’espressione è ormai da tempo entrata a far parte del lessico comune. Maledetti toscani, che si sentono sempre superiori a tutti gli altri italiani. Maledetti toscani, che riescono ad ironizzare sulla situazione più tragica e a creare imbarazzo nel momento di maggiore allegria. Maledetti toscani, che credono di poter dare lezioni a tutti perché “la lingua italiana l’hanno inventata loro”. Maledetti toscani, che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Maledetti toscani, che si amano e si odiano.
Indispensabile per un vero toscano, ma consigliato anche a chi toscano non è, conoscere il libro attraverso il quale l’autore ha regalato alla lingua italiana questa arguta espressione. Questo non solo per arricchire il proprio bagaglio culturale, ma anche e soprattutto perché si tratta di un libro incantevole, pervaso allo stesso tempo da una tagliente ironia e dalla poesia più accorata.

“Maledetti toscani” non è un romanzo, anzi, per la sua struttura è affine piuttosto ad un saggio; ma non è neppure un saggio, perché non s’è mai visto un saggio scritto con un linguaggio tanto vivo e partecipe. Normalmente, un saggio è poco più di un testo di studio, redatto con tono freddo ed espositivo. Non è questo il caso di Malaparte, che in questo libro usa parole argute, ironiche, appassionate e grondanti amore. Di questo si tratta: una lunga e sincera dichiarazione d’amore per il popolo toscano. Il che non implica certo disprezzo o snobismo verso gli altri popoli d’Italia: Malaparte tiene a sottolineare che i toscani non sono ne’ migliori ne’ peggiori degli altri italiani. Semplicemente diversi, ed è di questa diversità ed unicità che vanno fieri. Consapevoli, dice Malaparte, di non essere particolarmente amati nelle altre regioni, essi trovano nei loro “cugini” umbri un’affinità di carattere ed abitudini che non riscontrano in nessun altro popolo d’Italia. Proprio al popolo umbro è dedicato l’unico capitolo del libro nel quale non si tratta di toscani, almeno non direttamente. Malaparte, però, doveva avere una predilezione per certe province, e di quelle e dei loro abitanti ha parlato più diffusamente in questo libro. Principalmente di Prato, essendo lo stesso Malaparte di origini straniere ma di nascita pratese. Affacciato al balcone della “Stella d’Italia” (l’hotel che oggi non esiste più), Malaparte ci fa respirare l’aria di una sera pratese e ci stupisce raccontandoci dei cenciaoli e di quello che trovavano al disfare le balle di stracci arrivate da tutto il mondo, perché tutti gli stracci, dice, finiscono a Prato. Passando per i senesi, per i fiorentini, per il campigiani, raccontandone i caratteri così simili eppure così diversi, si arriva ai livornesi e ad una stupenda descrizione del quartiere della Venezia e delle semplici abitudini di chi ne abita le suggestive case. Sembra di sentire lo sciabordio dell’acqua, lo sbattere delle persiane, le risate delle donne, il chiamare da finestra a finestra.

E’ un mondo che sta sparendo, così come si sta corrompendo anche il carattere dei toscani che Malaparte descrive con tanto affetto. Oggi siamo appiattiti, risucchiati dalla fretta e dallo stress, impoveriti dal punto di vista culturale e relazionale: non è un problema solo dei toscani, ma forse la lettura di un libro come “Maledetti toscani” potrà farci riflettere su quello che stiamo perdendo.

© Riproduzione riservata

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“Solo io ho perso. Lascio la mia poltrona”(©Keystone)

Il gesto onesto di Renzi

Il presidente del Consiglio in carica pronto a salire al Quirinale per dimettersi – Il commento di Nicola Agostinetti

lunedì 05/12/16 12:23 – ultimo aggiornamento: lunedì 05/12/16 12:24

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Chi conosce Roma lo sa. Tra il Quirinale e Palazzo Chigi c’è un intricato dedalo di viuzze, splendide ma dissestate, ci sono scorciatoie allettanti e vicoli ciechi. Ci sono passaggi impervi ma obbligati, ci sono inaspettati scherzi del barocco. Dal suo studio alla Vetrata, il presidente della Repubblica, ha una vista meravigliosa anche se oggi avvolta in una insolita bruma. Vede un Senato che, condannato a morte, aveva già fumato la sua ultima sigaretta prima che arrivasse l’insperata grazia. C’è un istituto oscuro chiamato CNEL dove si sta organizzando l’aperitivo di Natale, già depennato frettolosamente dall’agenda. C’è una legge elettorale monca, partorita dopo un decennio di litigi, durata nemmeno sei mesi e mai utilizzata. C’è un bicameralismo non solo perfetto, ma anche intatto e fiero.

E poi, come non vederle, tra la grande bellezza, ci sono anche un sacco di macerie politiche. C’è un ragazzotto che voleva rottamare tutto e tutti, che sta assaporando l’amara legge del contrappasso. Rimane l’unico leader, Berlusconi dixit, ma l’Italia non ne vuole più sapere. Bruciato, rottamato. In mille giorni, la sua proverbiale fretta sembra averlo portato unicamente ad entrare di diritto nell’odiata casta. E ci sono i rottamati, che rottamati in realtà non erano, ma accucciati nella fragile ombra renziana pronti a rispuntare fuori. D’Alema, De Mita, Brunetta, Fassina. C’è un PD che è tornato a fare ciò che gli riesce meglio e cioè perdere. C’è un centrodestra acefalo e rabbioso, incapace di superare il berlusconismo, figuriamoci ora, con un ex cavaliere ritornato pimpante in sella. Infine c’è Beppe Grillo, vero trionfatore di questo referendum, nonostante le tante polemiche e contraddizioni del suo movimento.

Da qui si deve ripartire. Dalla palude, dai partiti in frantumi, da una classe dirigente disorientata e azzoppata. E dall’eredità lasciata da Renzi. Dall’esercizio democratico che ha preteso, alla ricerca di legittimità popolare che nessun leader al mondo – chi supererebbe il 50 percento di consensi? – avrebbe saputo ottenere.

Lo reputavano in molti un tiranno, un burattino in mano alle banche e alle multinazionali, un imbroglione che i voti se li compra o addirittura li cambia dentro l’urna cancellando croci fatte da matite truccate. Niente di tutto questo. Matteo Renzi ha scelto di sottoporsi al giudizio popolare, andandosene riconoscendo la sconfitta e gli errori, e accompagnato da un gesto umile, trasparente ed onesto.

Almeno questo non lo si rottami.

Nicola Agostinetti (corrispondente RSI a Roma)

http://www.rsi.ch/news/mondo/Il-gesto-onesto-di-Renzi-8413375.html

l’italia rientra nei ranghi: non la teme più nessuno se non noi stessi

dicembre 5, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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l’Italia al voto referendario

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2il-premier-renzi-ha-dichiarato-che-il-suo-governo-e-finito

ci dormirò sopra a questo risultato…e poi decido

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Referendum bocciato dal 60%

Risultati definitivi in Italia. Renzi: “Ho perso io”. Euro ai minimi, peggio che dopo Brexit

http://www.rsi.ch/news/mondo/Referendum-bocciato-dal-60-8411317.html

Matteo Renzi si dimette

Il presidente del Consiglio italiano lascia l’incarico dopo il risultato ottenuto al voto sul referendum costituzionale

http://www.rsi.ch/news/mondo/Matteo-Renzi-si-dimette-8411068.html

Focus sul referendum in Italia

Le reazioni della stampa internazionale: “Un colpo per l’intero establishment europeo”, “UE minacciata da populismo”

http://www.rsi.ch/news/mondo/Focus-sul-referendum-in-Italia-8411686.html

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