dal narratore ambulante.

luglio 10, 2018 Lascia un commento

Kali tihi…buona fortuna,proposta da George Dalaras il più celebre cantante greco nel 2002 dallo Zygos Club..

Durante l’estate anche la televisione ripropone spezzoni di programmi che hanno dei begli anni sulla schiena e che i giovani non hanno conosciuto,da una parte quindi c’è la nostalgia dei più anziani per i tempi oramai passati e dall’altra la curiosità,anche se non ci giurerei.

Alla peggio non interessano nessuno,ma fa caldo e se non dormi,ti accontenti.

Pensare a cosa scrivere di nuovo è un affare che puoi fare qualche sera quando tira aria fresca anche se di solito i lettori calano durante i mesi estivi e preferiscono passare le serate al bar quando escono di casa dopocena.

Gli autori hanno più difficoltà a concentrarsi e se un blog come il nostro difetta già di lettori nostrani anche durante i mesi nei quali speri di avere qualche riscontro interessante figurati poi in quelli caldi.

A me piace la Grecia perchè è un Paese che ho conosciuto da ragazzo.Da turista e poi anche da soldato di leva prima di visitarlo anche per lavoro.Mi piace molto pure la sua musica.E mi ha lasciato dei gran bei ricordi soprattutto quando penso ad una piccola discoteca che era ubicata nel porto di una Mikonos semi deserta e di dove per recarmi a dormire dovevo farmi un sentiero al buio in quanto avevamo una tenda posta su di una spiaggia semi selvaggia che oggi temo sia tutta un edificio.Non ci sono più tornato.

Avevo scritto quattro righe nel 2015 e ve le ripropongo considerando che i lettori dell’epoca non mi seguano più e che ce ne siano altri di ricambio che questo articolo non lo troverebbero mai da soli.

Buona fortuna…e buona lettura.

Enjoy it.

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l’editore ad Atene sotto al Partenone.

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A parte i piedi che mi sono stati tagliati dal fotografo questa è la Grecia che è rimasta nel mio cuore,1970,avevo ventitre anni ed era di moda andare in vela per chi ne era capace,io ero tra i fortunati che si sentivano meglio a terra che non a bordo di un semi-rottame affittato da lontano a caro prezzo,ma purtroppo le condizioni di viaggio non permisero diversamente.L’unico privilegio fu quello di posteggiare a due passi dal Royal Yachting Club di Re Costantino nel porto Turkolimano ma a legare al molo quel trabiccolo di cui disponevamo c’era di che vergognarsi.

Ad Atene ero già stato l’anno prima con dei compagni di scuola in automobile e non ci giurerei ma Costantino l’avevano già imbarcato per l’esilio ed ad Atene comandavano ancora i colonnelli.

Bell’affare.

A quei tempi i greci si scioglievano con noi italiani e non so se era dovuto al fatto che ce le avevano date in guerra e quindi li facevamo ridere o se si trattasse del campionato di calcio della nostra serie A che era molto seguito anche da loro.

Piatto forte era il pollo allo spiedo dappertutto sinonimo di una cucina povera e la solita insalata con formaggio di capra olive pomodoro e cipolle,il tutto innaffiato di vino locale Dimestika o Retzina e naturalmente birra.

Ma c’erano un sacco di giovani che viaggiavano con poco e molti che facevano i camerieri le bambinaie e quanto altro pur di trascorrervi le vacanze estive.Bambinaie soprattutto erano le ragazze inglesi e si chiamavano tutte Sally,tutte filiformi con abiti lunghi di cotone e portavano i capelli alla foggia delle modelle dei pittori pre-raffaeliti di Dante Gabriel Rossetti.

Era un gioioso spettacolo vederle passeggiare.

Poi c’era la concorrenza nordamericana del sacco in spalla già devota a jeans maglietta e sandali ma era altro stile e legavano con difficoltà con i locali.Ogni cosa gli dessero da mangiare o da bere si sorprendevano come se arrivassero dalla luna e terminavano quasi sempre su dei panini di pollo e insalata ed oltre al resto temendo di essere fregati negoziavano in anticipo sul prezzo.

In compenso maschi e femmine non appena si faceva buio tazzavano alla grande a base di uzo,un liquore all’anice molto diffuso nel Mediterraneo.

Spuntava una chitarra in strada e si faceva un piccolo assembramento di seguaci di Bob Dylan e di James Taylor.

C’era la flotta USA del Mediterraneo ancorata al Pireo ed i ragazzi scendevano in uniforme dalle navi verso le sei di sera portando giù sigarette e accendini zippo antivento  che facevamo la coda per acquistare.

Poi si perdevano nelle varie taverne del quartiere di Plaka che era composto di ristoranti e locali notturni dove si suonava la musica greca tradizionale.I tavolini dopo poco erano pieni di residuati bellici composti di bottiglie e di bicchieri vuoti e poi cenavano rumorosamente portando dollari ad un paese che ne aveva bisogno.

Tutti sapevamo delle avventure di Onassis con la Callas e di Niarchos ma gli armatori avevano una fama esagerata che era paragonabile solo alle dinastie reali.

Credo che ben poco sia rimasto di quel mondo.

Noi da poveri studenti si passeggiava all’esterno dei dehors degli alberghi di lusso dove i turisti benestanti ed i greci ricchi mangiavano gelati e bevevano allegramente seduti sino a tarda sera per lo più nei paraggi di Sintagma square la piazza dinanzi il palazzo del Parlamento.

La sera col bus o in taxi rientravamo al nostro giaciglio sul battello affittato giusto per vedere finire anche la cena di coloro che preferivano i ristoranti in riva al mare a godersi la brezza marina.Il Turkolimano era un porticciuolo chic con dei bei ristoranti ed eravamo noi a esserne emarginati date le nostre scarse possibilità.

Ma mi ripromisi di ritornarci quando iniziai a lavorare .Piantavo borse di campioni di tessuti in centro,in ufficio, e col taxi me ne andavo a farmi un pesce alla brace al porto che avevo conosciuto da studente.

Sally se ne era però andata.E non la rividi più.

 

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estemporanea di pittura

luglio 10, 2018 Lascia un commento
Concorso PITTORI in PIAZZA

Sabato 14 luglio 2018

Lungolago di Ascona

Iscrizione sul posto dopo le 9.00
Consegna delle opere alle 17.00
premiazione alle 18.00.

Informazioni Ente turistico

Fotogr

http://www.inrete.ch/ti/Agenda/altro/manif/ascona_pittori_in_piazza.htm

PREMI IN PALIO

1. Premio CHF 1’500

2. Premio CHF 1’000

3. Premio CHF 750

+ 10 PREMI del valore di CHF 200 cadauno
(premi-prodotti legati al mondo della pittura offerti da Royal Talens)

http://www.lucacaricato.com/index.php?option=com_content&view=article&id=81:ascona-svizzera-pittori-in-piazza&catid=9&Itemid=103

vacanze

giugno 28, 2018 Lascia un commento

Quando non c’era l’attivismo ovvero le vacanze di una volta…foto a Riccione fine anni ’50.

*Una famiglia si sistemava in un alloggio ammobiliato per una quindicina di giorni,il primo giorno si disfacevano le valigie,poi tutti cercavano di mettere a posto il loro spazio personale.

Aprire tardi gli scuri,per respirare l’aria marina,scorgere la nebbia sull’oceano o vedere i raggi del sole,osservarli con meraviglia,mangiare a volontà su di un tavolo sbilenco:ecco le cose di cui non ci si stancava e che prendevano tutta la prima settimana.

La famiglia poi andava in una specie di bazaar,comprava un pò di stupidaggini,una canna da pesca,un salvagente,gli occhiali da sole.

Ci si provava il costume da bagno,si esitava ad andare in spiaggia in quell’abbigliamento strano e nuovo.La passeggiata serale sul molo era di rigore.

Poi ci si accorgeva che il tempo era volato così come la prima settimana.C’era ancora un giorno dedicato alla passeggiata nell’entroterra,un altro alle cartoline da spedire,un altro ancora alla pioggia eventuale…e l’ultimo giorno in cui bisognava preparare le valigie e rimettere in ordine l’appartamento.*(P.Sansot-Sul buon uso della lentezza)

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Vacanze forzate

Si chiede l’istituzione di un Sindacato del Vuoto

di Mattia Cavadini

Con le vacanze siamo quasi a posto. Resta scoperta l’ultima di agosto, prima del rientro. Ma troveremo anche lì qualcosa da fare, con degli amici, che hanno i figli dell’età dei nostri. Per cui, nell’ordine, l’estate è così pianificata: due settimane a Londra a studiare inglese, con visita organizzata al National, alla Tate e serata a teatro; due settimane di lingua e sport; due di ferie tutti assieme, in un resort all-inclusive, dove ci si alza, si fa colazione, e via con le attività: tornei di ping-pong, di calcetto e di tennis, bagno, corsi di vela, paddling e kayak. Uno spasso, nessun buco, nessuna ora vuota. Infine, come detto, la settimana in montagna con gli amici, alternando percorsi in mountain bike, parchi avventura, piccole scalate e discese imbracati su una tirolese. Alla sera bagno in piscina, sauna e uno sguardo esausto alle vette illuminate dal tramonto.

Le vacanze estive hanno ormai perso quell’alone romantico, malinconico, dolcemente uggioso che avevano al loro albore e sono diventate un intervallo temporale da assoggettare alla pratica pianificatoria e performativa appresa durante il lavoro. L’obiettivo principale è quello di non lasciare caselle vuote, buchi, ore improduttive. E pensare che il termine vacanza deriva dal latino vacantia, neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare che significa “essere vuoto, libero, mancante”. La parola “vacanza” viene usata anche per ruoli e cariche, che si dicono vacanti quando non c’è nessuno a ricoprirli. L’essenza della vacanza è dunque quella di fare il vuoto, di offrirsi alla mancanza, alla sospensione, alla latitanza.

Essere in vacanza è non aver niente da fare e aver tutto il giorno per farlo, scriveva Orben. Il bello dell’essere in vacanza è il dolce far niente: non avere orari, scadenze, pratiche da consegnare, carte da compilare, appuntamenti, attività da svolgere. In vacanza regna un meraviglioso senso di nulla, che è il vuoto con le sue infinite possibilità, ma il vuoto, si sa, spaventa. E allora ecco che le vacanze vengono riempite di mille attività: sport, viaggi, amici, cene, passeggiate, passioni, amori. Quello che non si è avuto il tempo di fare durante tutto l’anno viene fatto tutto assieme, condensato durante le ferie, in cui si fa di tutto per non avere nemmeno un minuto libero, perché il vuoto è una vertigine difficile da gestire.

Peccato, perché il vuoto, a ben vedere, è dolce, consolante, ben disposto. Libera dalle ansie, dai desideri, dalle velleità. Nel vuoto non ci sono arrivismi, ambizioni, non ci sono corse contro il tempo per arrivare primi, invidie, conflitti, competizioni. Nel vuoto viene meno l’assillo del fare, e si spalanca un tempo nuovo. Le ore passano lente, gli istanti si dilatano, diventano eterni. Ma c’è chi non sopporta questa dimensione, maledice la noia e non riesce a godere della durata del tempo, della sua dilatazione. Ed è così che anche durante le vacanze fa di tutto per riempire il tempo, anziché assecondarne la durata.

Accanto al lavoro forzato, che imperversa tutto l’anno, d’estate si assiste alle vacanze forzate, vacanze in cui, curiosamente, l’essere umano si sottopone ad una nuova e inusitata corvée: quella del divertimento a tempo pieno. Contro questa corvée, che tende a spalmarsi da mane a notte fonda, senza limite di orario e senza alcuna retribuzione, l’autore di questo elzeviro invoca, in sede minoritaria e assolutamente non vincolante, l’istituzione di un Sindacato del Vuoto, che sorvegli affinché, almeno durante le vacanze, a ciascuno siano garantite quattro ore giornaliere di nulla assoluto, in modo che ognuno possa fare finalmente i conti con se stesso, senza nascondersi dietro la maschera del fare, dell’affannarsi, del produrre, del giocare, del confliggere e del competere.

https://www.rsi.ch/cultura/storia-e-societa/Vacanze-forzate-9262441.html

da nelson cornici

giugno 28, 2018 Lascia un commento

 

Paesaggio di Metello Merlo firmato a sinistra con data 1959.

L’ho trovato presso la galleria cittadina di Nelson Cornici e mi è piaciuto tanto da desiderare di farvelo conoscere.Si tratta di un quadretto di dimensioni modeste e la cui quotazione mi sfugge ma penso sia accessibile ad un largo pubblico.

Questo pittore è piuttosto citato dal web anche se per la biografia non si trova molto,quella più completa mi appare scritta in dialetto torinese.

Ne ho trovata un’altra in italiano presa da EBay che vi riporto.

Saluti.

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Nelson Cornici di Bozzini Nelson – 53, Via Manzone Walter – Vercelli – Mob.334-3036701

Metello Merlo Biografia

Milano, 1886 – Torino 1964

Merlo appartiene a quella schiera non esigua, di petits maìtres, che in Piemonte hanno alimentato la lunga persistenza della corrente naturalistica fin dentro il cuore del Novecento mantenendo saldo il le­game con le matrici del rinnovamento del “paesaggio” piemontese nel­la seconda metà dell’Ottocento, Antonio Fontanesi e i pittori della scuo­la di Rivara.

Il pittor così come ritiene di sottrarsi ai canoni dell’apprendimento accademico, allo stesso modo intende conseguire una propria indipendenza operativa anche rispetto al genitore. Così sceglie di frequentare dapprima lo studio di Vittorio Cavalieri e poi quello di Andrea Tavernier. Dal primo, precisa Giuseppe Luigi Marini, eredita l’intelaiatura compositiva; dal secondo la vivacità cromatica. “Dal colore materico e gemmato del maestro trasse fascinazioni prepotenti al punto da indurlo, inizialmente, a replicarne la maniera, talvolta con straordinaria credibilità.

Nel secondo dopoguerra l’artista conferma la sua vocazione e il suo talento di paesista con numerose opere nelle quali continua il suo cordiale dialogo con i luoghi amati, colti nelle varie stagioni dell’ anno e sotto variabili con­dizioni di luce e di atmosfera, spiagge liguri illuminate dal sole estivo, scorci di lago immersi nelle nebbie autunnali, casolari di montagna sepolti sotto for­ti nevicate, colline in fioritura primaverile. Di questi motivi il pittore offre un’ interpretazione lirica, tramite una trascrizione rapida e sintetica dell’ im­magine che, lasciando trasparire impressione ed emozione, sa rendere con efficacia l’apparenza fenomenica, il suo rivelarsi, in luci e colori, alla per­cezione dei sensi. I soggetti che suscitano maggiore attrazione estetica sul­l’artista sono il lago Maggiore, in particolare il lungo lago di Oggebbio, i paesaggi montani della valle d’Aosta e della val Varaita, le vedute di Torino e delle colline circostanti, le marine liguri di Noli, Cervo e Vernazza, tutti luoghi rappresentati non con l’intenzione di restituirne l’oggettività, ma di trasmettere l’emozione cromatico-luminosa e la vibrazione sentimentale

Ha preso parte alla Promotrice di bella arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1913 al 1963, alla Quadriennale torinese del 1923, 1947,1955, alle varie esposizioni del circolo Amici dell’arte (Torino) dal 1924 e alle varie edizioni di Piemonte artistico e culturale, alla III Quadriennale romana e al Premio Bergamo del 1939, alla III mostra Sindacale di belle arti di Milano del 1941 solo per citarne alcune, oltre le varie mostre personali tra le quali alla galleria Defferrari a Noli nel 1939, galleria Ranzini e galleria Cordusio a Milano nel 1944. Molte le mostre postume

iscrizioni entro fine luglio

giugno 27, 2018 Lascia un commento
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Chester Arts Fair 2017

The UK’s Leading Artist Art Fair

Welcome to Deepbridge Chester Arts Fair, Cheshire’s premier arts event taking place from 16-18 November at Chester Racecourse.

Visitors to the Fair have the opportunity to view and buy artwork of all mediums and styles, ranging in price from as little as £40.00 up to £10,000 plus.

Since the Fair first opened in 2011, it has grown considerably, now attracting over 100 UK & International, emerging & established artists exhibiting a varied selection of visual arts including paintings, sculpture, photography, illustration, glass, digital art, ceramics and much more. The Fair welcomes visitors with a genuine passion for art, from serious collectors to those investing in their first piece of original art.

https://www.chesterartsfair.co.uk/about/

l’artista benito maglitto espone ad artes liberales

giugno 17, 2018 Lascia un commento

Da sin. a destra,l’artista,il sig.Sindaco,Pino Croce e signora nei locali dell’inaugurazione mostra.

Debutto artistico per il pittore vercellese Benito Maglitto. In mostra opere intensamente materiche, al confine tra pittura e scultura.

E’ stata inaugurata sabato 16 giugno presso il laboratorio dell’Associazione Artes Liberales in via Fratelli Garrone, 20 a Vercelli la mostra di esordio del pittore Benito Maglitto dal titolo “In viaggio, appunti sparsi di un artista per caso”. Ad accogliere i numerosi appassionati ed estimatori presenti dell’inaugurazione l’inossidabile Presidente dell’associazione Pino Croce che si è detto onorato di ospitare una mostra di livello, caratterizzata da un linguaggio artistico evoluto, in grado di stimolare la curiosità e l’immaginazione dell’osservatore. Presenti all’inaugurazione anche il Sindaco di Vercelli Maura Forte e l’Assessore alle politiche sociali Andrea Raineri che, nel porgere il saluto dell’amministrazione, hanno espresso il loro compiacimento e apprezzamento per una iniziativa artistica che sicuramente contribuisce alla crescita culturale ed al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e a consolidare la fama di Vercelli Città d’Arte.

Benito Maglitto ha alle spalle una lunga e prestigiosa carriera militare che lo ha portato in paesi lontani entrando in contatto con popoli e culture diverse in un “viaggio” che avrà una grande influenza nella sua ricerca artistica. Grande conoscitore e appassionato dell’epopea Napoleonica è autore di “Waterloo 1815, l’ultima campagna” un importante saggio di storia militare. Si dedica poi al modellismo, dipingendo a mano interi battaglioni di soldatini di piombo, anche in questo caso con una predilizione particolare per le uniformi napoleoniche. Da qui, quasi per caso, come ci tiene a far sapere l’artista, nasce il desiderio di dipingere che in breve lo coinvolge completamente; da autodidatta sperimenta tecniche e stili innovativi fino a maturare una cifra personale ed originale che contraddistingue le sue opere. “Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole” ebbe a dire Pablo Picasso, e certamente Benito Maglitto riesce a stimolare l’osservatore e accompagnarlo in un fantastico viaggio tra pittura e scultura – notevole è infatti l’apporto materico di sabbia, gesso, colla che rende fortemente materiche le opere – con un uso del colore ora ora deciso e intenso, ora soffuso e morbido che raggiunge l’obiettivo di un intimo coinvolgimento emozionale. In questa mostra d’esordio, seguendo un itineraio artistico di oltre una trentina di opere, Maglitto propone figure di donne, essenziali ma elegantissime, soggetti floreali sospesi, quasi metafisici, cieli infiniti e prospettive ardite, terra e acqua che scaturiscono dal gesto e dalla spatola, le piume di un pavone in perenne movimento, colate di materia e colore che evocano il dramma della guerra o l’alternarsi delle stagioni, il gesto quasi sfrontato che libera l’esplosione di gioa cromatica di un “mandala”, rappresentazione simbolica del cosmo. Ma la ricerca non si ferma e, nelle opere più recenti, Benito Maglitto anticipa un nuovo filone di evoluzione artistica presentado opere realizzate su strati di vetro sovrapposti, con efetti prospettici e di profondità assolutamente inusuali.

In conclusione si può dire che l’artista, pur salvaguardando l’armonia complessiva dell’immagine, rivolga il suo interesse al colore e alla materia, esaltandone le potenzialità energetiche ed evocative, cercando di valorizzare al massimo le caratteristiche della superficie. Sulla tela, acquisisce un ruolo fondamentale lo spessore fisico del colore e l’applicazione di materiali vari; tramite queste caratteristiche il quadro si arricchisce nuovi significati, rompe il confine tra immagine bidimensionale e immagine plastica, con opere che non sono più classificabili nelle tradizionali categorie di pittura o scultura.

Mostra di pittura

“In viaggio, appunti sparsi di un artista per caso” di Benito Maglitto

Laboratorio Artes Liberales via F.lli Garrone, 20 – Vercelli

Apertura mostra: dal 17 al 24 giugno 2018

Orari: tutti i giorni 17,00 – 19,30 domenica 10,00 – 12,30 e 17,00 – 19,30

Ingresso Libero

Michele Catalano

l’arte del poco

Bozza per una partita alle carte,nel bar di Olcenengo-Jean Modeste

L’arte del poco non si riduce a sapere più o meno come tenere un pennello in mano da intingere nel colore.Quanto ho messo giù in basso è un riassunto del riassunto di pensieri che mi sono venuti a mente parlando con Tizio e poi con Caio ed assimilabili a quanto ho trovato da leggere sul tema.Invece del pennello potreste tenere in mano anche un mazzo di carte da giocare per la gloria,coltivarvi l’orticello o imparare come si muovono gli scacchi.

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, albero e spazio all'aperto

Se da pensionato ti guardi attorno noterai come un sacco di colleghi trascorra il proprio tempo annoiandosi e faccia una gran fatica ad arrivare a sera con soddisfazione.Ne deduco quindi che andare in pensione un pò più tardi non sarebbe poi quel gran male,in generale.

Ma i più si difendono dicendo che non è giusto.E chi lo dice che invece è giusto?

Quando ero ragazzo ho visto mio padre invecchiare ed anche mia madre,ci ho pensato su e mi sono detto che forse certi sfizi era meglio toglierseli da giovani quando avevo energie e la curiosità di vedere il mondo e di affrontarlo.

Se poi il resto non veniva,pazienza.Parlo di eventi come lo stesso amore di cui parliamo ad ogni età quando non l’abbiamo e che non è affatto certo che toccherà a tutti anche se non lo vogliamo ammettere.

Oggi un sacco di gente vorrebbe fare quello che non riesce a fare e non si dedica invece a ciò che potrebbe fare.

E’ l’arte del poco,altrimenti spiegata come moderazione o la via per tirare fuori la nostra creatività a partire dal poco che possediamo.Soprattutto quando con l’avanzare dell’età dobbiamo fare di necessità,virtù.

L’arte del poco non è cosa da poco,ci vuole ingegno,non abbiamo infatti il diritto di sbagliare perchè i mezzi sono limitati e dobbiamo farceli bastare.Grazie alla propria inventiva ogni individuo esprime il proprio modo di vivere e sa trasformare la passività in azione.

Lamentarsi perchè oggi cammino di meno non serve,è vero che non ce la faccio più a camminare come prima,ma mi dedico a guardare di più.

Invece di agire ascolto e penso.

Saltello non con le gambe ma con lo sguardo,cercando di trasformare le mie carenze in qualità,e non potendo quindi essere un buon attore cerco di essere almeno uno spettatore.

Con l’età molti di noi affrettano il passo,si accorgono che ci sono ancora un sacco di cose da vedere e da fare, ed in gioventù hanno chissà dovuto sopportare forti privazioni,sperano dunque di avere ancora il tempo per scoprire le loro reali passioni.

Il pensiero della morte li incita a non perdere più tempo.

A me succede di pensare che assai difficilmente riuscirò a realizzare tutti i miei desideri e non penso che la felicità si trovi proprio là dove credevo di trovarla.Le novità mi interessano di meno ed ho anche meno fretta.Non mi interessa di arrivare primo in nulla e men che meno di accumulare riconoscimenti sociali che in molti pensano che siano d’aiuto per aumentare la nostra sicurezza quella che non troviamo dentro noi.

L’avere,il potere,il valore li lasceremo ad altri e senza soffrire.

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