eh già può succedere dovunque

ottobre 1, 2016 Lascia un commento

I risparmiatori si ammassarono agli sportelli ma li trovarono già chiusi (keystone)

Quando fallì la prima banca

Venticinque anni fa sportelli chiusi alla Cassa di risparmio di Thun

venerdì 30/09/16 16:35 – ultimo aggiornamento: venerdì 30/09/16 16:35

Il 3 ottobre 1991 è una data in un certo senso storica per la Svizzera: è quella del primo fallimento di una banca elvetica, la Cassa di risparmio di Thun (Spar+Leihkasse Thun/SLT). Le immagini dei piccoli risparmiatori indignati ammassati davanti agli sportelli chiusi fecero il giro del mondo.

L’istituto bernese era stato troppo ambizioso nei finanziamenti immobiliari, con il forte aumento dei prezzi delle costruzioni alla fine degli anni ’80, e non resistette quando la bolla scoppiò. Quando il giornale locale titolò che lottava “per la sopravvivenza”, i clienti si precipitarono per ritirare i loro beni, ma era già troppo tardi.

Dopo qualche giorno ognuno poté ritirare 500 franchi, ma l’istituto non era “too big to fail” (concetto nato molto dopo) e fallì inghiottendo 220 milioni di franchi di patrimoni privati e commerciali.

Circa 6300 persone persero oltre un terzo della loro fortuna.

La procedura di liquidazione si concluse solo a fine dicembre del 2006, 14 anni dopo il naufragio, che fu seguito da un periodo di crisi delle banche regionali, che ha cambiato il paesaggio del settore in Svizzera.

pon/ATS

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Quando-fall%C3%AC-la-prima-banca-8094517.html

finalmente si vota

ottobre 1, 2016 Lascia un commento

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Conversando in compagnia appare come molti non abbiano le idee chiare sui vari perchè si vada ad un referendum nei prossimi mesi.

Si va a referendum perchè per fare passare il quesito che poniamo in basso la costituzione prevede il referendum popolare e non una semplice legge approvata dal Parlamento.

La legge è stata fatta ma non è operativa sin dopo i risultati del referendum.

Nessuno è profeta ed è difficile giudicare in anticipo se la legge proposta dal governo otterrà i risultati sperati un domani che vincessero i sì ossia l’innovazione rispetto all’immobilismo.

Se non si fa niente sappiamo come la va,se si fa qualcosa ecco che spuntano l’invidia così come la critica.Qualora un cambiamento desse i risultati sperati qualcuno si roderebbe il fegato di rabbia o in caso contrario si fregherebbe le mani dalla gioia.

Ci siamo abituati dai tanti confronti politici in TV.

E’ umano ma non credo saggio.

“In sette cose un uomo intelligente si distingue da uno stupido: l’intelligente non parla dinanzi a chi è più grande di lui in sapienza,non interrompe il discorso di un altro,non si affretta a rispondere,fa domande pertinenti e risponde in maniera appropriata,dice all’inizio ciò che va detto all’inizio e alla fine ciò che va detto alla fine,di ciò che non ha mai udito dice “non l’ho mai udito”,è disposto a riconoscere la verità.Per lo stupido è tutto il contrario.”(da Paolo De Benedetti -Detti dei Padri-ed.Morcelliana.)

Domanda

« Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016? »

Le ragioni a sostegno del sì includono la fine del bicameralismo perfetto; un iter legislativo più veloce; il risparmio derivante dalla riduzione del numero dei senatori, dall’eliminazione del loro stipendio e dall’abolizione del CNEL; la nuova conformazione del Senato che rappresenterebbe meglio i territori e le autonomie locali e il superamento di conflitti di attribuzione tra Stato e regioni grazie al riaccentramento di varie materie legislative.

Le ragioni a sostegno del no, oltre a critiche di metodo sull’approvazione parlamentare e sulla qualità del nuovo testo costituzionale, mettono in luce invece come il nuovo Senato diventi sostanzialmente inutile e come la riduzione dei suoi componenti produca risparmi limitati per le casse pubbliche; la complessità del nuovo iter legislativo per la varietà di procedimenti possibili; la conferma del bicameralismo perfetto nell’iter legislativo di molte tipologie di leggi e l’effettivo mantenimento del bicameralismo nelle tipologie legislative residuali; la poca chiarezza sull’elezione dei senatori e sulle competenze del Senato; la risoluzione dei conflitti di attribuzione Stato-regioni sulle materie a competenza condivisa con un ri-accentramento anziché un maggiore decentramento; il rischio, prospettato solo da una parte dei contrari, di una deriva “autoritaria” come conseguenza del rafforzamento della figura del Governo, legato alla fiducia di una sola camera e che può godere di una corsia preferenziale per i propri disegni di legge, e della nuova legge elettorale in grado di assegnare un’ampia maggioranza parlamentare a un solo partito anche con una vittoria di pochi voti, nel caso raggiunga la soglia prevista per il premio di maggioranza.

La parte qui di sopra l’abbiamo estratta da Wikipedia.(https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_costituzionale_del_2016_in_Italia)

un commento dedicato a francesca matera

settembre 30, 2016 Lascia un commento

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Francesca Matera dinanzi una sua opera

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Ricordando la bellissima mostra “La mia Africa” di qualche tempo fa, ho piacere di proporre qualche riflessione sulla pittura di questa bravissima artista.
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Dotata di una grande sensibilità poetica ed espressiva, particolarmente candida ed ingenua, pura e spontanea, Francesca Matera non pare porsi problemi di stile, di innovazione ma solo il prepotente ed istintivo bisogno di esprimersi. La passione per la pittura, la passione per la natura, la passione per gli animali la guidano nel trasferire le emozioni sulla tela. Composizioni che a prima vista possono sembrare realistiche, ma che a un’analisi più dettagliata si rivelano portatrici di significati ben più profondi perchè sono la proiezione dei suoi pensieri. La pittura, per Francesca Matera, è azione, esplicitazione di un impulso interiore: per lei la materia non è un mezzo, è una realtà viva con cui viene alle prese, ed il quadro non è altro che lo spazio, il campo in cui si esplica l’azione. I suoi quadri colpiscono per la forza dell’insieme, si respira in essi un’atmosfera serena ma sospesa, quasi cristallizzata, che astrae le figure dalla realtà ed le avvolge nell’alone di mistero dei paesaggi esotici, attraversando i cieli tinti dal rosso del tramonto e dal nero della notte.
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Riflessioni su luoghi lontani, forse visitati solo in sogno, immaginati e suggeriti, ma non per questo meno reali, animati da uno spessore e una vitalità prorompenti, vivace e istintiva, che sembra animare i soggetti con il caldo soffio della vita, cogliendo lo spirito, l’anima, l’immagine profonda delle creature così come degli oggetti, l’ardore vitale che anima lei, pittrice di grande vitalità.
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L’artista ci presenta gli animali, rispettandone fedelmente ogni dettaglio e riuscendo così a farcene percepire il respiro. Tratta i soggetti della sua pittura con tocchi rapidi aerei, netti e luminosi sotto cui si nasconde una virtù rara e antica che si fa materia d’arte: sensibilità e amore per la natura.
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Ama gli animali, tutti, che dipinge spesso e in contesti diversi, nascondendo dietro all’apparente semplicità una fitta rete di citazioni colte che richiamano i vastissimi spazi, le pianure e il cielo, separati da remoti orizzonti. I colori, che diventano vivaci e squillanti, l’iperrealismo delle figure, danno vita sulla tela a una realtà che sintetizza la natura in una rappresentazione lucida ma allo stesso tempo capace di incantare. Tele che si dilatano invadendo l’ambiente e nelle quali è palese l’adesione all’aspetto sacro della natura, sposando realtà e immaginazione.
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E’ così che gli animali, gli uccelli esotici e le piante, le figure umane, ci parlano di un mondo che appare nel contempo fantastico e reale, scientifico e concettuale, immutabile e contemporaneo. Tutto nei quadri di Francesca Matera è essenza ed esistenza, tutto è vero, tutto è simbolico, in una allegoria del viaggio verso l’infinito che ci immerge in una suggestione spirituale, in una sacralità ed una visione onirica.
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Michele Catalano – 30/09/2016 
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Francesca Matera la trovate su Facebook

che dirà di noi la gente?

settembre 30, 2016 Lascia un commento

Vista dalla spiaggia di Scheveningen, uno dei due dipinti recuperati a Napoli (keystone)

Recuperati due Van Gogh rubati

I quadri sottratti nel 2002 a Amsterdam ritrovati nel napoletano durante un’operazione anti camorra

venerdì 30/09/16 10:00 – ultimo aggiornamento: venerdì 30/09/16 11:17

L’articolo è al sito:
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belle parole

settembre 30, 2016 Lascia un commento

Euclid Tsakalotos  (keystone)

“Serve più democrazia”

Futuro della Grecia e populismo: ne parla il ministro delle finanze greco Tsakalotos intervistato da Reto Ceschi

sabato 10/09/16 23:15 – ultimo aggiornamento: domenica 11/09/16 18:35

“I greci, e non solo loro in Europa, in passato hanno sentito molte promesse. Ora credo che abbiano sospeso il loro giudizio. Noi li abbiamo ascoltati, abbiamo illustrato loro la nostra strategia. Penso che vogliano darci una possibilità e vedere cosa sarà successo fra un anno”. E un anno basterà alla Grecia “per giudicare se ci sarà stata una crescita e ne avrà beneficiato l’intera società”: Euclid Tsakalotos, il ministro delle finanze ellenico, intervistato da Reto Ceschi è ottimista sul futuro del paese, che torna al centro dell’attenzione politica.

I suoi omologhi europei si riuniscono a Bratislava e si aspettano passi avanti, il premier Alexis Tsipras si appresta a tenere un discorso alla nazione. “Ci servono stabilità e il sostegno del Fondo monetario internazionale. Molto dipenderà dall’accordo che raggiungeremo, ma sono sicuro che gli investitori ritorneranno”.

Tsakalotos si è espresso anche sul successo del populismo in Europa: “I politici non sanno i problemi delle pensioni, dei salari, del welfare.

Chi governa ha dimenticato di ascoltare quello che la gente ha da dire. Finché i cittadini non sentiranno di avere voce in capitolo, il populismo resterà attrattivo. Servono più democrazia e giustizia: quando occorrono dei tagli, bisogna essere certi che non tocchino solo i più poveri”.

RG/pon

Dal TG20:

avanti… c’è posto?

settembre 30, 2016 Lascia un commento

Il primo ministro libanese Tammam Salam  (Keystone)

“Non lasciate solo il Libano”

Intervista al primo ministro Tammam Salaam sulla situazione del paese che ospita 1,5 milioni di rifugiati siriani

venerdì 30/09/16 12:01 – ultimo aggiornamento: venerdì 30/09/16 12:01

Il Libano, da quando è scoppiata la guerra in Siria, è il paese con la più alta concentrazione di rifugiati al mondo. Ne ospita 1,5 milioni.

C’è un profugo ogni 2,5 cittadini libanesi. Come se la Svizzera – fatte le necessarie proporzioni – ospitasse quasi 3 milioni di rifugiati.

La situazione è difficilissima da gestire. Lo Stato necessita della solidarietà di tutti gli altri paesi e dell’aiuto che la comunità internazionale può offrire, spiega alla RSI il primo ministro Tammam Salam, incontrato dal corrispondente RSI Emiliano Bos a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York.

Anche il sistema educativo libanese è sotto pressione

“Cerchiamo di gestire questa situazione, non è facile. A livello di bisogni, abbiamo necessità soprattutto di tipo umanitario. Ma cerchiamo anche un sostegno per lo Stato: per i libanesi stessi e per le nostre infrastrutture in Libano” spiega il 71enne in carica dal 2014 sottolineando che “per poter continuare ad aiutare 1 milione e mezzo di rifugiati siriani su una popolazione di 4 milioni, è necessario parecchio aiuto da parte di organizzazioni internazionali, ma anche di potenze mondiali e regionali.

Abbiamo approfittato della nostra presenza all’Onu in questi giorni perché è necessario parlare della nostra causa”.

Un’occasione per portare la situazione del Libano all’attenzione internazionale è stato il summit su migranti e rifugiati voluto dall’ONU durante il quale è stata adottata la cosiddetta “Dichiarazione di New York” che prevede un maggior sostegno ai paesi che ricevono un grande numero di rifugiati. “Stiamo cercando di fare sentire la nostra voce, ovviamente dipende dalle relazioni con i diversi paesi – rileva Tammam Salam -. Comunque spieghiamo a tutti che non possiamo essere lasciati soli a gestire questa situazione con i rifugiati siriani”.

Altrimenti? “Altrimenti si rischia un accumulo di elementi negativi, causando un aumento ulteriore della tensione che non è necessario. Per questo speriamo che la comunità internazionale qui possa comprendere bene le nostre ragioni”, conclude il primo ministro libanese.

Diem/RG

http://www.rsi.ch/news/mondo/Non-lasciate-solo-il-Libano-8091982.html

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da aleppo assediata

settembre 29, 2016 Lascia un commento

Solo un intervento della Cina potrebbe mettere paura a qualcuno dei contendenti,ma Ban Ki-moon il segretario dell’ONU è coreano non cinese,e quindi non fà paura a nessuno,non ha nessun esercito alle spalle e delle sue proteste pare che tutti se ne freghino.

Almeno sinora.

Gli altri ci sono tutti più o meno dentro,missili antiaerei non ne hanno venduti per timore che abbattessero i loro stessi aerei o quelli civili per ritorsione e quindi la guerra continua con diverse motivazioni.

Nessuna valida per altro come sempre succede in caso di guerre.

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Ismail Alabdullah, qui a sinistra, fra le macerie ad Aleppo (foto fornita dall’intervistato)

Bombardati anche sottoterra

La drammatica testimonianza di un soccorritore dai quartieri assediati di Aleppo

giovedì 29/09/16 07:36 – ultimo aggiornamento: giovedì 29/09/16 14:28

“Non c’è piu’ un rifugio sicuro” nei quartieri orientali della città siriana di Aleppo, sotto assedio e colpiti incessantemente dalle forze di Damasco e dell’aviazione russa. “Stanno bombardando con nuove armi, con bunker buster bombs, bombe penetranti, che colpiscono cantine, rifugi, tutto” denuncia Ismail Alabdullah, della Syrian Civil defense, i cosiddetti caschi bianchi, volontari siriani che dopo i bombardamenti intervengono per cercare di salvare chi è rimasto intrappolato sotto alle macerie.

I “White helmets” al lavoro fra le macerie, dopo un bombardamento (foto fornita dall’intervistato)

Dall’inizio del conflitto l’organizzazione stima di aver salvato la vita a circa 60’000 persone. “Negli ultimi giorni, da quando la tregua è collassata – racconta Alabdullah – la situazione è cambiata radicalmente, i bombardamenti sono più intensi che mai”.  Con l’assedio sempre più stretto e con l’avanzata delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, le 250’000 persone che vivono nella zona controllata dai ribelli, tra cui circa 100’000 bambini, sono allo stremo: “Non ci sono abbastanza medicamenti, non ci sono abbastanza dottori, tutto finirà presto: acqua, pane, tutto – denuncia Alabdullah – tra un paio di giorni la gente comincerà a morire di fame, non c’è abbastanza cibo per tutti, va sempre peggio.”

La disperazione di un sopravvissuto (foto fornita dall’intervistato)

Con il fallimento degli sforzi diplomatici anche la speranza di un corridoio umanitario per consentire ai feriti di uscire dalla città si è fatta più lontana e gli appelli che invocano la fine dei bombardamenti sono caduti nel vuoto. In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook Alabdullah indica i crateri lasciati dalle bombe penetranti russe: “colpiscono infrastrutture, acquedotti, una distruzione enorme e orribile, quando cadono la terra ti trema sotto ai piedi”. Come ogni giorno il soccorritore è uscito a prestare aiuto: “molte persone sono morte oggi, non abbiamo ancora il numero esatto di morti e feriti, ma gli ospedali sono pieni e la situazione continua a peggiorare”. Anche la sede della Syrian Civil Defense è stata colpita dai bombardamenti, come gli ospedali di Aleppo e le strutture di altre organizzazioni umanitarie. il ventottenne dice che comunque alle prime ore dell’alba tornerà a cercare di salvare la vita a chi è rimasto vittima dei bombardamenti “questa – afferma – ormai è la nostra quotidianità”

Thomas Paggini

http://www.rsi.ch/news/mondo/Bombardati-anche-sottoterra-8083678.html

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