avviso di reclutamento

Jean è in seconda fila l’ultimo a destra,1971,kibbutz Sdot Yam (Caesarea)

Da ragazzo se c’era da viaggiare non mi sono mai tirato indietro…racconta il nostro Jean…e mi è successo di fare il volontario per un breve periodo proprio in Israele in un kibbutz…che è di solito una comunità agricola e industriale dove puoi fare amicizia ed avere quei ricordi che come scrive il bando di reclutamento ti dureranno poi per una vita intera.

Sono ripassato a salutare un paio di volte e vi ho conosciuto anche persone di mezz’età nostrane che cercavano una via nuova di vita alternativa a quella che vivevano di qua.

Nes Ammim in particolare non l’ho visitato,so solo che si trova in Galilea e che nasce da contributi tedeschi e olandesi come sicuramente gli interessati potranno leggere sul web.

A parte le amicizie puoi praticare lingue straniere e studiare nuove realtà,oltre a vitto ed alloggio c’è pure una piccola paga e la possibilità durante i giorni festivi della settimana di andartene a spasso dove vuoi.

Certo è che qualcosa devi dare in cambio,perchè in un kibbutz o similari non ti mantengono a gratis a fare nulla.

L’età minima richiesta è di 18 anni e potete mettervi in contatto se foste interessati all’indirizzo scritto in basso sul bando.

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We are hiring! Join us as a volunteer and make memories that will last a lifetime. Please like, share or forward this post and contact us in case of any questions. Thanks 🙂 See you in Nes Ammim!

Stiamo assumendo! Unisciti a noi come volontario e a creare ricordi che dureranno una vita intera. Per favore, metti un mi piace, condividere o inoltrare questo post e contattateci in caso di eventuali domande. Grazie 🙂 ci vediamo a Nes Ammim!

conferenza amici dei musei

Associazione Amici dei Musei di Vercelli

Conferenza "FRANCESCO BORROMINI: Genio inquieto del barocco" a cura del Dott. FLAVIO QUARANTA - Ven. 7 aprile 2017

Nel 350° anniversario della morte del grande architetto,  l’Associazione Amici dei Musei di Vercelli ricorda Francesco Borromini dedicandogli venerdì 7 aprila 2017 – presso il Piccolo Studio, Chiostro Sant’Andrea – una conferenza a cura del dott. Flavio Quaranta dal titolo “FRANCESCO BORROMINI: Genio inquieto del barocco“.

Francesco Borromini (Bissone, Canton Ticino 1599 – Roma 1667) è stato uno dei più originali interpreti dell’architettura barocca. Dopo un iniziale soggiorno a Milano, dove fu influenzato da Francesco Maria Richini, venne a Roma intorno al 1620 sull’esempio di tanti altri ticinesi che avevano contribuito ad abbellire la Città Eterna, lavorando come scalpellino nella fabbrica di San Pietro. Fu protetto e avviato alla professione di architetto da Carlo Maderno, suo conterraneo e parente, alla morte del quale, nel 1629, seguitò a lavorare nella Basilica Vaticana (in particolare nella realizzazione del baldacchino) e a Palazzo Barberini (suo fu il disegno della scala ellittica e delle grandi finestre) collaborando con il Bernini, col quale si pose ben presto in aperto contrasto.

L’attività autonoma del Borromini cominciò nel 1634 con la costruzione del convento e della chiesa di S. Carlino alle Quattro Fontane (la facciata della chiesa, del 1667, fu anche il suo ultimo lavoro). Assolutamente inedito e ricco di riferimenti simbolici, in relazione al mistero trinitario, questo edificio religioso destò l’ammirazione generale.

Seguiranno il convento e l’Oratorio dei Filippini, il restauro della basilica di S. Giovanni in Laterano (per il Giubileo del 1650), i lavori per la chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona, la chiesa di S. Ivo alla Sapienza (della quale, fin dal 1632, era stato nominato architetto), la chiesa e il Collegio di Propaganda Fide, il tiburio e il campanile di S. Andrea della Fratte, e fuori Roma costruì l’altare Filomarino per la chiesa dei Santi Apostoli a Napoli.

Nella sua carriera Borromini lavorò anche per una committenza non religiosa, basti pensare alla galleria prospettica di Palazzo Spada. Condusse vita solitaria e inquieta – conclusasi con il suicidio – soprattutto per l’ombra del rivale Bernini che gli si proiettò contro lungo il suo cammino.

La sua architettura, aspramente criticata in età neoclassica, cercò sempre una contrazione dello spazio costruttivo, riducendo al minimo il valore delle masse ed esasperando quello delle linee. Borromini sperimentò forme assolutamente nuove, complicando il tracciato delle piante con l’adozione di geniali e audaci espedienti costruttivi, con lo scopo di ottenere per ogni edificio, una serrata continuità di ritmo fino ai particolari più minuti. Curava personalmente tutti i dettagli dell’ornamento facendo così, della sua architettura, una specie di miracolo di tecnica e di stile, dove tuttavia la ricerca del nuovo non implicò mai la negazione del passato. Grande fu il fascino del Borromini sull’architettura barocca europea, la sua nuova tematica spaziale esercitò un profondo influsso sul Guarini e sugli architetti dei paesi tedeschi e boemi, mentre il suo felice innesto di forme organiche sulle strutture architettoniche fu da esempio per le generazioni successive.

Leggi tutto.

quando sono stanco faccio click… e passo alla ruota elettrica

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Iniziano a consegnare le nuove ruote dal prossimo luglio per meno di 600 dollari che sarà il costo del kit,e la vostra vecchia bici potrà passare alla propulsione elettrica…

Se ho capito bene si chiama UrbanX: la ruota elettrica intelligente.

L’hanno fatta loro cioè gli americani,ma è facile che se prende piede anche da noi salteranno fuori nuove idee e costruttori.

E io che faccio?

Nulla,l’ho trovata per caso sul web e condivido per coloro che ne sapevano tanto come me…guardatevi il video.

abbacchio e vino dei castelli romani

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I maestri e le maestre della sartoria londinese lavorano da secoli in Savile Row una viuzza assurta a chiara fama internazionale.

(foto Daily Mail)

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Sino ad un certo periodo della nostra storia chi poteva permetterselo e voleva un abito fatto bene… andava dal sarto che glielo confezionava a mano su misura facendosi pagare la giusta mercede.

Ma raramente l’abito su misura andava indenne da qualche piega o altri piccoli difetti che apparivano solo a cose fatte,e d’altro canto non potevi misurarlo ad ogni minuto per rendertene conto.

Era poi in fondo quel difetto che ne denunciava la esclusività,quella che non trovi nella confezione pronta da indossare.

Savile Row non è per tutte le tasche… e forse neppure la UE lo è se la vedi solo come una semplice confederazione di stati sovrani buona da prendere per continuare a fare il cavolo che ti pare alla faccia degli altri giusto per dire che ci sei anche tu,tanto per non avere quelle sorprese che anche sgradite rappresentano invece il marchio di fabbrica di un insieme di leggi comuni che non sempre si adattano ai gusti di tutti i cittadini.

Gli inglesi si sono voluti riservare l’autonomia di legiferare e hanno fatto bene perchè sono un popolo disciplinato che quando è necessario se pur di malumore obbedisce e rispetta le leggi,criticando aspramente quando è il caso.

Andandosene non so se hanno risolto tutti i loro problemi,ma l’orgoglio è salvo,quello che fa sì che si possano rivolgere ancora oggi a quella fetta del mondo che parla la loro stessa lingua e che è tutt’altro che piccola.

Noi invece che non siamo un popolo disciplinato abbiamo bisogno di Bruxelles per mettere in moto quanto i nostri politici disperdono per strada in infinite discussioni che portano a ben poco.

Poi ci sono i piccoli stati che non accettano di esserlo ed anche loro vedrete che arriveranno a Bruxelles con la mano tesa quando i conti della spesa per tenere in piedi parlamenti vari,auto blu,compagnie aeree e altre amenità inutili denunceranno i loro limiti.

E’ solo questione di tempo.

Alla fine siamo in molti se non tutti a sperare in una spalla amica per quando le cose si mettono al peggio.

La lingua ufficiale di Bruxelles oggi a Roma è stato l’inglese…senza inglesi.

L’augurio è che i rappresentanti della UE abbiano gradito il pranzo,pagato dal contribuente e che se ne siano tornati a casa contenti dell’ospitalità romana.

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Il premier italiano Paolo Gentiloni (d) con Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo(reuters)

Un’Europa più unita in futuro

Celebrazioni a Roma per i 60 anni dei Trattati – I 27 paesi membri rinnovano e rilanciano il loro legame in un documento

sabato 25/03/17 12:02 – ultimo aggiornamento: sabato 25/03/17 21:03

“Ci sarà un centesimo anniversario dell’Unione Europea”. E’ con questa frase che guarda al futuro con ottimismo che il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, in una Roma blindatissima, ha dato il via alle commemorazioni ufficiali dei 60 anni dei Trattati.

La Dichiarazione di Roma, The Rome Declaration, Déclaration de Rome http://governo.it/articolo/eu60dichiarazione/7034 

Photo published for #EU60 La Dichiarazione di Roma - The Rome Declaration - Déclaration de Rome

#EU60 La Dichiarazione di Roma – The Rome Declaration – Déclaration de Rome

La Dichiarazione di Roma (.pdf) The Rome Declaration (.pdf) Déclaration de Rome (.pdf)

governo.it

Riuniti al Campidoglio, capi di Stato e di Governo dei 27, poco prima di mezzogiorno, hanno firmato un documento in cui viene rinnovata la loro unità. “Per il prossimo decennio”, viene sottolineato con forza, “vogliamo un’Unione più sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile”.

Tutte le firme  (reuters) 

I leader, assente la premier britannica Theresa May che mercoledì prossimo lancerà la complessa procedura per uscire dall’UE, si sono riuniti nella sala degli Orazi e Curiazi in cui esattamente 60 anni fa vennero siglati i Trattati di Roma, che istituirono la Comunità europea. I festeggiamenti sono accompagnati da imponenti misure di sicurezza anche perché sono previste circa 30’000 persone pronte a manifestare pro e contro l’UE.

La cancelliera tedesca Angela Merkel (reuters)

AFP/AlesS

Per i vari filmati prego rivolgersi al sito:

http://www.rsi.ch/news/mondo/UnEuropa-pi%C3%B9-unita-in-futuro-8898424.html

mostra sui bambini

Uno sguardo particolare sulla realtà(RSI)

Scoprire il mondo del bimbo

Una mostra interattiva per le famiglie sulla prima infanzia per tre mesi a Castelgrande

venerdì 24/03/17 20:56 – ultimo aggiornamento: venerdì 24/03/17 20:56

Quali sono i bisogni dei bambini nei primi anni? Come imparano, giocano e comunicano? Cosa possono fare gli adulti per accompagnarli nello sviluppo? Sono queste le domande al centro della mostra interattiva “La scoperta del mondo”, che sarà ospitata per tre mesi al Castelgrande di Bellinzona. In questo periodo sono previsti inoltre una novantina di manifestazioni e dibattiti sul tema in tutto il cantone, mentre in seguito la mostra, sostenuta dall’UNESCO, farà tappa in altre sei località della Svizzera.

Il programma completo della mostra e degli avvenimenti collaterali

CSI/Quotidiano/sf

VIDEO su:

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Scoprire-il-mondo-del-bimbo-8897377.html

paesaggi urbani,prossimamente

da londra

Dedicato a Eliezer Goldwyn

Nell’attesa di condividere il mio nuovo sito web …eccovi al momento un lavoro fatto in memoria del caro amico Eliezer Goldwyn…(scampato da bambino al lager di Auschwitz ndr)

(Clikkando su Emma Elliott vi appare il profilo Facebook)

Eliezer Goldwyn

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